giovedì 2 luglio 2015

Lo Sciamano e lo studente universitario - La realtà è il frutto di una programmazione mentale.





C’è stato un ricercatore, che ha affermato di essere penetrato per 37 anni nella visione magica di una civiltà perduta, prima come apprendista e poi come sciamano, si chiama Carlos Castaneda ed è uno degli scrittori più famosi del mondo.

Castaneda arriva dunque nel deserto messicano per studiare il peyote. Gli viene indicato come esperto un vecchio indio Yaqui, di nome DON JUAN MATUS...

Castaneda attraversa una crisi esistenziale. L’indio gli chiede: “Cosa sai della conoscenza?”, lui risponde che ha una laurea universitaria, ma l’indio non parla dei titoli accademici, parla della conoscenza diretta del mondo.

“Sai qualcosa del mondo attorno a te? Senti mai il mondo attorno a te? Devi sentire tutto altrimenti il mondo perde il suo senso”.

I due uomini sono molto diversi ma forse lo stregone vede qualcosa nell’aura di Castaneda che gli fa capire che può prenderlo come allievo. Dunque da studioso esterno Castaneda diventa un apprendista stregone. Lo sciamano è un viaggiatore interdimensionale, un essere di energia straordinaria che riesce a entrare in questi altri mondi e a contattare le forze aliene che li abitano, è un intermediario tra dimensioni...

L’iniziazione di Castaneda dura 13 anni e la sua applicazione nello sciamanesimo durerà 37 anni..
Dapprima lo stregone gli provoca rapide modificazioni di coscienza con tre piante psicotrope, peyote, herba del diablo e psylocybe, un fungo allucinogeno, poi gli insegna tecniche più elaborate per destrutturare la mente e posizionarla su una nuova percezione di realtà.

Don Juan gli spiega che non ha allucinazioni ma vede gli aspetti concreti di un’altra realtà
Il mescal (peyote) lo guida a incontrare certi poteri, il mescal è un maestro che sconnette la coscienza dalla parte corporea, ma quello che Castaneda percepisce è così assurdo che non ha categorie per capirlo e deve trovare ‘nuove unità di significato’.
Le piante psicotrope gli mostrano in modo rapido che c’è non una sola realtà ma tante.

I suoi tredici libri vanno letti in ordine, Noi non riceviamo la percezione oggettiva del mondo, ma costruiamo un mondo per induzione sociale e culturale. L’albero che vediamo non è l’albero come è ma una interpretazione mentale strutturante, una interpretazione storica e personale, e l’intero mondo è un repertorio infinito di interpretazioni.

Non c’è nulla di oggettivo in quello che percepiamo. La realtà è il frutto di una programmazione mentale. Se cambia il programma, cambia la percezione della realtà..


“La magia è uno stato di consapevolezza intensa. E’ l’abilità di concepire qualcosa che sfugge alla percezione ordinaria…Non c’è bisogno che venga nessuno a insegnarci la magia. Occorre solo che un maestro ci convinca dell’incalcolabile potere che abbiamo sulla punta delle dita.”

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