domenica 4 novembre 2018

Un libro ci rivela che anche gli animali si drogano...da millenni !

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Mucche che si cibano solo di droghe, capre che perdono i denti a furia di raschiare dalle rocce licheni psicoattivi, scimmie che si mettono in bocca grossi millepiedi per ottenere un effetto esilarante simile al popper, uccelli che si danno a enormi sbornie collettive, gatti che assumono afrodisiaci vegetali prima di copulare, fiori che ricompensano i loro insetti impollinatori con delle droghe invece che col solito nettare. 

La credenza che lo "sporco" comportamento di drogarsi sia specifico della specie umana è oramai solamente una delle tante favole inventate dall'antropocentrismo di cui è afflitta la cultura occidentale. 

Gli animali si curano. Gli animali si drogano. 
Gli animali hanno comportamenti sessuali privi di fini procreativi, inclusa l'omosessualità. Gli animali hanno una coscienza. 

Tutte affermazioni ormai supportate da un'ampia mole di dati scientifici, ma che restano inammissibili secondo i rigidi principi del behaviorismo e del darwinismo ortodosso. 


Immagine correlataIn questo libro l'autore espone i dati dell'uso di droghe nel mondo animale, e si cimenta in una dissertazione sulle motivazioni che spingono animali e uomini a drogarsi, avvalendosi anche dei nuovi paradigma scientifici quali l'Esuberanza Biologica, la Teoria del Caos, il post-Darwinismo, la Non-Località quantistica, aprendo la strada a nuove "teorie della droga", ritenute dallo stesso autore "magnificamente inaccettabili" e proprio per questo "coerentemente proponibili".

Gatti erotomani, capre caffeinomani, renne micofile, uccelli ebbri e formiche folli. Chi avrebbe mai immaginato tutto ciò? Eppure gli studi di etologia sono chiarissimi: non solo gli animali più evoluti, ma persino gli insetti vanno alla ricerca di sostanze in grado di modificare il proprio comportamento.



Così, l’etnobotanico Giorgio Samorini, ha pensato di riunire in un libro molti di questi casi di animali drogati: mucche, elefanti, gatti, renne, capre, uccelli, mosche, insetti ed altri ancora. 




Ecco per voi alcune righe estratte dal libro di Samorini:

La droga fa male, la droga è vizio, la droga è
sintomo di un disagio e di una sofferenza individuale
e sociale. Tali giudizi portano al luogo
comune, spesso sottinteso, che l'uso della droga
è un comportamento aberrante umano, peculiare
della specie umana.

A contraddire questo paradigma del pensie-
ro occidentale moderno c'è un insieme di dati,
sempre più cospicuo e incontestabile, ma che
continua ad essere sottovalutato, che dimostra
che il comportamento di drogarsi è diffuso anche

nel mondo animale. 

Ciò che poteva sembrare inizialmente un'eccezione,
Risultati immagini per animali che si drogano pdfappare ora una regola comportamentale
diffusa a tutti i livelli del mondo animale, dai
mammiferi agli uccelli, agli insetti, e l'interpre-
tazione\ questocomportamentocomeun pa~
ti colare «sintomo di malessere» non è più accettabile.
Si dovrà invece sospettare che nel comportamento
animale - e quindi umano - di assumere
droghe v'è una qualche componente
naturale; in altre parole, la droga svolge negli
animali una qualche funzione naturale non ancora

compresa.



Che tipo di droghe usano gli animali? 

Standoa quel poco che per ora conosciamo, si tratta
essenzialmente di droghe vegetali: semi, nettare
di fiori, foglie, radici, frutti fermentati, licheni,
funghi, eccetera.

Nella maggior parte dei casi, le droghe vegetali
che hanno un effetto inebriante sull'uomo
sono inebrianti anche per gli animali; ma fra le
droghe che gli animali usano intenzionalmente,
diverse non sono utilizzate dall'uomo come
tali, o sono per quest'ultimo tossiche, oppure il
loro effetto sull'uomo non ci è noto.


Le proprietà inebrianti di numerose droghe
vegetali - caffè, tè, khat, iboga, agarico muscario,
eccetera - sono state scoperte dall'uomo proprio
dall'osservazione del loro uso come droghe da
parte degli animali.

Che le droghe che hanno effetto sull'uomo lo
abbiano anche fra gli animali lo dimostra quel
folto insieme di esperimenti nei quali queste
droghe sono state somministrate alle più disparate
specie animali. Persino gli animali inferiori

subiscono gli effetti delle droghe


Dove acquistare il libro: https://www.ibs.it/animali-che-si-drogano-libro-giorgio-samorini/e/9788897109303

mercoledì 26 settembre 2018

L'ultimo Dittatore sulla Terra



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In un futuro lontano, ma non troppo, il Dittatore oscuro più famoso di tutti i tempi è finalmente riuscito a realizzare il perverso sogno di tutti i suoi predecessori: conquistare il mondo intero e sottometterlo alla sua volontà.

Il Dittatore oscuro aveva lavorato per tutta la sua vita per giungere a questo, ordinando complotti, loschi omicidi e diffondendo torture e brutalità. Alla fine, vecchio e ancora insoddisfatto decise di porre fine all'Umanità ormai ridotta ad un branco di pecore sottomesse e obbedienti che non lo stimolavano più, così raccolse una cinquantina di suoi fedeli scagnozzi armati e partì con la sua mega navicella spaziale a godersi lo spettacolo della fine dei terrestri.

Portò con sé numerose provviste per una durata complessiva di quattro anni.

Una volta giunto in orbita, il Dittatore oscuro ordinò agli scienziati della Terra, che dalla sua associazione erano finanziati e stipendiati, di avvicinare il pianeta al Sole. In quel tempo futuro la scienza aveva fatto inimmaginabili progressi, tanto da potere muovere la Terra stessa come una delle loro navicelle spaziali, non mi dilungherò a spiegarvi come potevano fare questo, mi limiterò invece a dirvi che in quel tempo la scienza era totalmente soggiogata al potere dominante e dunque, era diventata essa stessa un dogma intoccabile e nessuno osava mettere in discussione la "religione" suprema dell'uomo evoluto.


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Arriviamo al dunque, gli scienziati della Terra iniziarono a far muovere il pianeta verso il Sole ogni giorno di più, ovviamente, conoscendo le conseguenze di tale sciocco esperimento, essi operavano nell'oscurità dei loro laboratori sotterranei per non incorrere nelle potenti radiazioni e nel calore che si faceva ogni giorno più insopportabile.

Nel giro di un mese avevano avvicinato la Terra al Sole abbastanza da far prosciugare gran parte dei laghi e fiumi del mondo, facendo precipitare così la popolazione mondiale nella più terribile delle siccità.

Tre mesi dopo il calore del Sole era così insopportabile che la gente non riusciva più ad uscire di casa neppure la notte, in molti stremati morirono.

Al quarto mese gli incendi si diffusero in tutto il globo terrestre distruggendo giorno per giorno ogni minima traccia di vita, gli scienziati pentiti e preoccupati contattarono la navicella del Dittatore Oscuro chiedendo di sospendere immediatamente l'esperimento.

Il Dittatore oscuro come risposta fece esplodere i laboratori con gli scienziati dentro mentre soddisfatto osservava il pianeta ardere nell'oscurità dell'Infinito pensando: "Sono Io ora il padrone del mondo e nessuno potrà fermarmi!"

Tuttavia nella sua navicella iniziò presto a serpeggiare il malcontento una volta giunta notizia che tutti i terrestri erano morti.
Risultati immagini per navicella spazialeAlcuni militari borbottavano tra loro di aver perso per sempre i loro cari, le loro mogli, i loro figli e giunsero per la prima volta in vita loro ad un barlume di coscienza, era anche causa loro la morte dei loro cari, poiché avevano obbedito stupidamente ad ogni ordine ingiusto ed ora anche al più immorale.



Covarono così vendetta e assassinarono a sangue freddo il Dittatore oscuro che ora aveva perso tutto, si dice che quel giorno la sua anima nera e spaventosa uscì dal suo corpo martoriato dalle coltellate e cercò subito rifugio nell'Universo, ma ogni più piccolo atomo la rifiutava, i militari nel frattempo coscienti di non poter vivere per sempre sulla navicella decisero di lavarsi dai loro peccati, dirigendo la navicella verso la Terra incendiata nella speranza di unirsi ancora ai loro cari e in un'esplosione sparirono.

venerdì 7 settembre 2018

Parla un Indiano: "La civiltà moderna mi è stata lanciata addosso, ma non ha aggiunto un briciolo al mio amore per la verità"

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Capo Sioux: 10 Frecciate sulla Civiltà Moderna

Luther 'Orso in Piedi' fu un capo della tribù degli Oglala Lakota (Sioux) e si distinse - con altri nativi americani come Charles Eastman, Alce Nero e Gertrude Bonnin - per via degli studi e le denunce circa la frattura provocata nelle civiltà indigene delle Grandi Pianure dalla diffusione del pionierismo europeo.

Cresciuto nella tradizione del proprio popolo fino all'età di undici anni, studiò poi presso la Industrial Carlisle Indian Boarding School of Pennsylvania, dove apprese la lingua e lo stile di vita inglese (Benché sia un punto di riferimento storico nazionale, la scuola Carlisle resta a tutt'oggi oggetto di polemica tra i nativi americani.)

Tuttavia, come nel caso dei suoi connazionali appena menzionati, le sue radici indigene restarono assai profonde, il che fece di lui una rara incarnazione del concetto di 'ponte' tra culture diverse. La sua esperienza nel mondo dell'uomo bianco non fu priva di successi (recitò anche a Hollywood), tuttavia la vera eredità che lasciò ai posteri - vera missione della sua vita - fu quanto fece a tutela della propria cultura di provenienza. 



Risultati immagini per Luther 'Orso in Piedi'Al momento della sua morte aveva pubblicato quattro libri ed era diventato leader di primo piano del movimento per la tutela del patrimonio culturale e la sovranità dei nativi americani, finendo per essere considerato una delle voci più autorevoli nella divulgazione della cultura indiana tra gli uomini bianchi.


Di seguito elenchiamo dieci citazioni di Luther Orso in Piedi che potrebbero disturbare alcune diffuse convinzioni circa la civiltà 'moderna.'







1. Le lodi, l'adulazione, i modi esageratamente affettati, le parole altisonanti, sono estranee all'idea di gentilezza della cultura Lakota. Simili modi eccessivi sono visti come insincerità, e l'oratore prolisso è considerato maleducato e sconsiderato. La conversazione non viene mai avviata da una sola persona, o con modi sbrigativi.

2. Ai fanciulli viene insegnato che la vera gentilezza si esprime attraverso le azioni, piuttosto che le parole. Ai bambini è proibito di passare tra il fuoco acceso al centro di un convivio e le persone più adulte o gli ospiti seduti intorno ad esso. I bambini non possono parlare mentre gli altri parlano, né possono permettersi di prendere in giro le persone storpie o sfigurate. (Oggi invece c'è un vero e proprio odio verso gli sfortunati nella società civilizzata", frutto di una cattiva educazione)

Se un bambino sconsideratamente si comporti nei modi anzidetti, un genitore, a voce bassa, lo rimette subito in riga.



Risultati immagini per Luther 'Orso in Piedi'3. Il silenzio è molto significativo tra i Lakota, e trascorrere qualche momento in silenzio prima di parlare è il nostro modo di osservare la regola per cui il pensiero deve venire prima del discorso. 

Anche in mezzo alla sofferenza, la malattia, la morte o la sfortuna di qualsiasi tipo, il mantenimento di un grande silenzio è indice di rispetto. 
E' a causa della stretta osservanza di questo principio di buona condotta che l'uomo bianco ci ha affibbiato la falsa etichetta di stoici (insensibili, indifferenti - n.d.t.). Di conseguenza i Lakota hanno giudicato l'uomo bianco: stupido, indifferente e insensibile.


4. Non crediamo che le grandi pianure, le belle colline, i torrenti tortuosi siano 'selvaggi.' Solo per l'uomo bianco la natura è 'selvaggia' e 'infestata' da bestie e genti 'selvagge.' Per noi al contrario è l'uomo bianco ad essersi fatto addomesticare. La Terra è abbondante e siamo circondati dalla benedizione del Grande Mistero.

5. Tra noi vige il principio reale ed attivo della parentela tra tutte le creature della terra, del cielo e dell'acqua. Nel mondo animale si è manifestato un sentimento fraterno che ha fatto si che la tribù dei Lakota potesse conviverci in sicurezza.

6. Questa visione circa la interconnessione di ogni forma di vita ha dotato i Lakota di un sentimento di costante amore verso la natura. Ha riempito il loro essere con la gioia ed il mistero della vita; ha insegnato loro il rispetto per la vita, perché tutte le cose hanno pari importanza nello schema dell'esistenza.

7. E' un bene che la pelle nuda tocchi il suolo. 
Agli anziani Lakota piace sfilarsi i mocassini e camminare a piedi nudi sulla terra sacra. Il vecchio indiano continua a vivere sulla terra, anziché spostarsi verso l'alto ed il lontano, dissipando energie. Sedersi o sdraiarsi sulla terra lo aiuta a pensare più profondamente e a percepire più acutamente. Egli può vedere con più chiarezza nei misteri della vita e sentirsi più in parentela con le altre vite che lo circondano.

8. Tutto possiede personalità, anche quando differisce da noi nella forma. La conoscenza è insita in ogni cosa. Il mondo è come una biblioteca, i cui libri sono le pietre, le foglie, l'erba, i ruscelli, gli uccelli e gli animali che hanno condiviso con noi, allo stesso modo, le calamità e le benedizioni della terra. Abbiamo imparato a fare ciò che può apprendere solo lo studioso della natura, cioè a sentire la bellezza. Non abbiamo mai inveito contro le tempeste, i venti furiosi e le gelate mordaci delle nevi. Il nostro compito è adattarci, profondere più sforzi ed energie, senza lagnarci.

9. ... il vecchio Lakota era saggio. 
Sapeva che il cuore di un uomo se condotto lontano dalla natura, diventa difficile; sapeva che l'assenza di rispetto per la coltivazione, la frenesia per le cose immediate, avrebbe portato all'assenza di rispetto per gli altri esseri umani. Così egli teneva i suoi figli sempre a stretto contatto con l'influenza della natura.

10. La civiltà moderna mi è stata lanciata addosso, ma non ha aggiunto un briciolo al mio amore per la verità, alla mia onestà e alla mia generosità.


Traduzione a cura di Anticorpi.info


Fonte: http://www.anticorpi.info/2015/09/capo-sioux-10-frecciate-sulla-civilta.html