domenica 20 maggio 2018

LA STORIA DEL ROBIN HOOD ITALIANO: rubava ai ricchi per aiutare il popolo

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Il 17 Maggio 2018 si è spento un eroe italiano rimasto pressoché sconosciuto al grande pubblico:

Era l'Italia dei primi anni del secondo dopoguerra. 
A Milano, come nel resto della penisola, la popolazione lottava anche con la miseria lasciata dalla guerra e dal fascismo. 

L'Isola era uno dei quartieri più poveri del capoluogo, posizionata giusto a ridosso della stazione Garibaldi. Ed erano in molti, all'Isola, ad attendere i colpi di un noto rapinatore per poter avere un tozzo di pane. 

Ezio Barbieri non era infatti un rapinatore qualunque.



"Non potevo più vedere mia madre che per un pezzo di pane doveva fare sacrifici enormi. 

Non potevo sopportare le ingiustizie, una volta un mio conoscente fu condannato da un giudice a una pena severissima per avere venduto pane alla borsa nera. 

Al giudice feci una sorpresa a casa. 
Mi presentai in uniforme e dissi di essere stato incaricato di effettuare un controllo: assieme a due amici ripulii la casa da enormi quantità di viveri e gioielli" 



Risultati immagini per Ezio BarbieriPer lui il furto non era avidità, ma giustizia e redistribuzione per il popolo, per la sua gente. E senza mai lasciare vittime: si è spesso vantato di non aver mai ucciso, nonostante non esitasse a sparare ed ad utilizzare bombe a mano per seminare i poliziotti. 

Le sue rapine erano imprevedibili: finti posti di blocco, travestimenti e - secondo alcuni - una donna nuda per distrarre il personale di una banca. Una volta messo in saccoccia il bottino, dritti all'Isola ad aiutare chi faceva la fame.

La sua sete di rivolta non si placa neanche dopo l'arresto nel febbraio 1946: due mesi dopo scatena infatti una delle maggiori rivolte carcerarie italiane a San Vittore che gli costerà 30 anni di carcere duro. 

Nel 1971 esce di prigione e diventa un commerciante a Barcellona Pozzo di Gotto, vicino Messina. Vive una vita tranquilla fin quando non diventa, suo malgrado, protagonista de "La Pasqua Rossa" di Bevilacqua, ricevendo attenzioni che non hai mai particolarmente apprezzato. 

Si è spento il 17 maggio 2018. 

E noi lo vogliamo ricordare, insieme a tutti coloro che, prima e dopo di lui, furono delinquenti secondo lo Stato, ma eroi per il popolo.

domenica 6 maggio 2018

Quel telescopio vaticano di nome "Lucifer" che andrà a profanare il sacro Monte degli indiani Apache

LUCIFER: IL TELESCOPIO VATICANO SUL MONTE SACRO AGLI INDIANI APACHE


Articolo di mondoturista.com:
Un viaggio in Arizona sulla scia della ferma convinzione di voler essere viaggiatori e non turisti, di voler fare del viaggio un’occasione di crescita spirituale e personale, un’occasione di espandere la propria conoscenza.

Si decide di partire per l’Arizona per svariati motivi, dai più effimeri e legati al mito cinematografico dei western, passando per la volontà di vedere la maestosità del Grand Canyon e della Death Valley, fino ad arrivare alla curiosità di “toccare con mano” ciò che rimane della cultura dei nativi americani Navajo e Apache.

Non è solo questo che troverete nel più affascinante Stato degli Stati Uniti d’America.

E’ infatti nota a pochi la presenza di un osservatorio astronomico Vaticano (il VATT: Vatican Advanced Technology Telescope) sulla sommità del Monte Graham, il monte sacro della tribù Apache, che si è vista invasa, per l’ennesima volta, anche dallo Stato più piccolo e potente al mondo.

Le due stranezze che saltano subito all’occhio sono la sua targa inuagurativa, intitolata a Giovanni Paolo II e  il nome scelto per l’imponente osservatorio: “LUCIFER“.


Risultati immagini per Monte Graham LUCIFERLa Santa Sede dice che è stata una scelta obbligata poiché si tratta dell’acronimo di” Large Binocular Telescope Near-ifrared Utility with Camera and Integral Field Unit for Extragalactic Research”, ciò non toglie, che suona alquanto particolare come nome di una struttura vaticana, che studia le stelle e i pianeti lontani, su un monte sacro alla religione animista degli Apache, in una terra in cui si è sempre discusso sulla veridicità o meno di continui avvistamenti alieni.


Il monte Graham si trova vicino a Tucson, nei pressi della riserva Apache San Carlos. Con i suoi 3.200 metri di altezza è una delle cime più alte dell’Arizona. Nella lingua nativa, si chiama Dzil Nchaa Si’an, la grande montagna seduta, a causa del suo profilo particolare.


Risultati immagini per Monte Graham apacheQui sono sepolti gli antenati degli Apache, qui i “medicine-men” raccolgono erbe per la terapeutica; qui gli sciamani Apache celebrano i riti sacri.

La prima domanda che bisognerebbe porsi, non è tanto “perchè gli astronomi gesuiti hanno profanato un luogo sacro, infliggendo ai nativi Apache l’ennesima pena,… l’ennesimo sopruso?”,

ma ci si dovrebbe soprattutto chiedere “Cosa può aver giustificato un tale scempio, una tale occupazione usurpativa e crudele da parte di uomini di fede, autorizzati, ovviamente, da tutti i Papi, che in questi 20 anni si sono succeduti?”.

A onor del vero, bisognerebbe riflettere anche sulla scelta del luogo, perchè si è oltrettutto rivelato non idoneo per un osservatorio. Il sito infatti presenta una visibilità scarsa e inadatta all’osservazione astronomica.

La scelta del nome Lucifer, poi, è la ciliegina su una torta dal retrogusto già di per sé molto amaro.

Lucifero, il nome del demonio, demonio che in realtà era un angelo caduto dal cielo… che in molti culti legati all’esoterismo viene ritenuto un dio o addirittura un alieno venuto da un altro pianeta, per colonizzare la Terra e gli esseri che la popolavano.




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Analogie con queste “superstizioni” o eresie, se pur probabilmente assurde, nascono in ogni caso spontanee e spontanee sono le conseguenti domande che le persone si pongono di fronte alla realtà dello spreco di denaro ecclesiastico, del voler occuparsi di astronomia a tutti i costi (anche a quello della libertà religiosa e di pensiero di un popolo da secoli già martoriato da ingiustizie e profanazioni), da parte di uomini che per loro vocazione e scelta dovrebbero solo occuparsi degli aspetti spirituali della vita, lasciando scienza e ricerca ad altri.

Altra informazione da tenere in conto per poter trarre le proprie conclusioni sull’intera vicenda della realizzazione di quest’opera, è che dopo le proteste inoltrate dagli Apache al Papa, il Vaticano ha inviato degli esperti sul posto, i quali hanno decretato che il luogo “non è sacro”.

A capo di questi esperti il gesuita Padre Coyne, che pare abbia dichiarato: “la volontà degli Apache a difendere la montagna è un tipo di religiosità che deve essere soppressa con tutta la forza che si riesce a radunare”. (cit)


Risultati immagini per indian apachePer chi non lo sapesse, il Vaticano si occupa di astronomia da moltissimo tempo. A Roma, precisamente a Castel Gandolfo, l’Osservatorio Astronomico, o Specola Vaticana, è un istituto di ricerca scientifica direttamente dipendente dalla Santa Sede; esso fa capo al Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e può essere considerata uno degli Osservatori astronomici più antichi al mondo.

La sua origine infatti risale a quando Papa Gregorio XIII fece erigere in Vaticano nel 1578 la Torre dei Venti e vi invitò i Gesuiti astronomi e matematici del Collegio Romano a preparare la riforma del calendario promulgata poi nel 1582. 

Da allora, con sostanziale continuità, la Santa Sede non ha cessato di manifestare interesse e di dare il proprio appoggio alla ricerca astronomica.



Da decenni si svolge una battaglia per la difesa del monte Graham che vede insieme tribù indiane, movimenti ecologisti e organizzazioni di tutto il mondo. Persino gli operai dell’Ansaldo di Milano sono entrati in sciopero e, in segno di protesta contro il progetto, si sono rifiutati per molti mesi di partecipare alla costruzione del telescopio italiano. 

Il progetto, tuttavia, è stato solo rallentato, ma non bloccato.


Fonte: https://www.mondoturista.com/lucifer-il-telescopio-vaticano-sul-monte-sacro-agli-indiani-apache/

sabato 3 marzo 2018

Perché anche le nuove generazioni rimpiangono gli Anni 90 ?

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Nel 2020 saranno passati esattamente 20 anni dalla fine dei gloriosi e intramontabili Anni 90, Perché questo decennio non solo è rimasto inciso nel cuore di chi li ha vissuti quegli anni, ma ha anche conquistato tutte quelle nuove generazioni che quegli anni non li hanno vissuti?

La risposta è semplice, la Nostalgia è contagiosa e gli Anni 90 sono stati conservati fino ad oggi grazie ai racconti di "Si stava meglio ieri..." Ma è proprio così?

Si, è proprio così! Chi ha vissuto a cavallo degli Anni 90 può fare un netto confronto con gli Anni 2000, tecnologicamente avanzati, ma "umanamente" decadenti rispetto al passato.

Si oggi abbiamo tanta tecnologia, un mare di tecnologia, siamo letteralmente circondati da maxi schermi, da luci, da suoni, eppure ci sentiamo infelici, insoddisfatti della vita e...di noi stessi.

Oggi per muovere il mondo basta la pressione del nostro dito sullo schermo, ieri c'era attesa, tanta attesa: si attendevano giorni per sviluppare un rullino fotografico, si attendevano ore per ascoltare la nostra musica preferita alla radio, si attendevano i risultati sportivi la sera alla tv, e si attendevano con ansia gli sms dei nostri amati, la funzione "visualizzato" non esisteva.



Ma gli Anni 90 per gli italiani rappresentavano anche l'ultimo decennio di vera libertà, quella che i giovani d'oggi, mi dispiace tantissimo per loro, non conosceranno mai. E quella libertà era salire in tre nello stesso motorino mentre si percorreva avanti indietro il proprio paesello senza una vera metà. 

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Si girava tanto per girare e in quel girare a vuoto, spesso con il casco sollevato per non schiacciare i capelli alzati con il gel, c'era tutta la felicità di questo mondo: l'aria fresca sulla faccia, il profumo degli alberi in fiore, la consapevolezza di essere giovani sani e belli e le mani di lei che si stringevano sui tuoi fianchi mentre ruotavi l'acceleratore.

Negli Anni 90 quando gli agenti ti fermavano con il motorino elaborato, bastava rispondere loro con educazione per essere lasciati andare, oggi spesso basta una freccia fuori posto, un'adesivo di troppo per vederti sequestrate il motorino.

Gli Anni 90 erano anche la fase del boom economico, ed un padre di famiglia con un lavoro regolare riusciva a mantenere moglie e due figli in tutta tranquillità e con qualche anno di lavoro all'estero si costruiva ancora casa senza spendere una fortuna! Oggi prova tu solo a vivere in affitto e riuscire a pagare le bollette allo stesso tempo in una casetta di 3 metri quadri, è praticamente impossibile, ci hanno tagliato le ali! 

Risultati immagini per anni 90Ma Anni 90 significano anche 883, Gigi D'Agostino, gli Eiffel 65, la techno, la mitica Dance, le discoteche aperte anche le domeniche pomeriggio, non come oggi che non sappiamo mai che cazzo fare. 

La musica allora parlava di noi, dei nostri dubbi delle nostre passioni, era sia nostalgica che melodica, i ritmi erano in armonia con il testo, non come la commerciale di oggi buona solo quando sei talmente ubriaco da ballare qualsiasi cosa.



Ma allora perché anche le nuove generazioni rimpiangono gli Anni 90 pur non avendoli vissuti? 



Perché desiderano il calore e l'affetto che si andava creando in quegli anni, perché oggi siamo tutti amici da tastiera, 5000 amici, un milione di "mi piace" ma ci sentiamo spesso soli come cani, viviamo attimi di euforica celebrità grazie ad una foto appena pubblicata per sprofondare dieci minuti dopo nella noia esistenziale più profonda, la verità è che ci siamo riempiti tutti di Ego come polli invece che amare il nostro prossimo.


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Gli Anni 90 erano diversi, gli approcci stessi erano diversi, nel sesso eravamo molto più imbranati di oggi e tecniche e posizioni si imparavano a "passaparola". Il sesse era sesso, non perversione, non andavano di moda manette, catene e sadomaso ma il puro e semplice piacere di farlo.

Nell'amore invece davamo tutto, eravamo ancora dei romanticoni, dei sognatori e non vedevamo l'altro come un oggetto come spesso accade oggi, certo non eravamo nemmeno noi perfetti, le corna e i tradimenti esistevano anche ai nostri tempi, gli amici falsi pure, ma allora si osava chiedere scusa con più frequenza di adesso.


In quegli anni devo dire che non c'erano tanti suicidi tra i giovani come oggi, al contrario c'era una spiccata voglia di vivere e scoprire il mondo, ma allora trasmettevano ancora cartoni animati educativi che insegnavano dei valori, non come quelli di oggi, demenziali sotto ogni punto di vista. 

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Noi siamo cresciuti con l'Uomo Ragno, con Batman, con Robin Hood, i Puffi, Hercules...tutte storie che insegnavano i valori della vita, l'aiutare i più deboli di noi, sempre, l'avere il coraggio di affrontare i cattivi e sconfiggerli, il salvare le persone in pericolo, ma i cartoni di oggi che insegnano? 

Sembrano avere il solo scopo di rincoglionire i futuri adolescenti rendendoli deboli e apatici. E' una mia idea?


Cosa manca ai giovani d'oggi per essere felici? 

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Manca la spensieratezza, quella spensieratezza che alla base del buon vivere. Sinceramente, il mondo di oggi cosa offre alle nuove generazioni? 

Telefonini ultratecnologici, un sacco di divieti, stage formativi dove ti sfruttano facendoti lavorare gratis, una cultura basata sul profitto e mai sulla felicità, un futuro di mutui, tasse, prestiti e debiti infiniti...è normale che la gente scoppi, cada in depressione e si suicidi.

Questo mondo corre troppo e non permette più a nessuno di essere se stesso, di scoprirsi e di realizzarsi, no, fanno di noi delle orrende fotocopie. 





Ma allora erano gli Anni 90 ad essere speciali?


...No, eravamo noi ad essere speciali e lo possiamo essere ancora oggi, anche più di ieri, gli Anni 90 non torneranno mai più, questo è certo, ma noi possiamo dare il via ad altrettanti decenni memorabili ed unici, l'ingrediente segreto? L'amore per il prossimo.

Preferire l'essere all'apparire a tutti i costi.

Magari iniziamo a salutarci un pò più spesso, anche tra sconosciuti...

Magari rispondiamo ai messaggi di quella persona che non ci piace, così, giusto per educazione...

Magari iniziando ad essere più umili ed educati.

Magari iniziamo a truccarci di meno e parlare di più, allora forse i sabati sera risulteranno anche a voi meno noiosi.

Magari iniziamo a rivedere le nostre automobili come tali e non come ville con le ruote dove bisogna stare attenti anche a come ci si siede.

Magari la domenica torniamo a fare qualche pic-nic all'aria aperta invece di affollare inutilmente i centri commerciali.

Magari iniziamo a fare visite a sorpresa ai nostri amici.

Iniziamo ad immettere allegria nei nostri paesi, nelle nostre città e allora forse ci appariranno meno grige del solito.

Quello che ci serve ora non sono nuovi telefoni, nuove macchine, nuovi posti di lavoro o nuove tecnologie, quello che ci occorre oggi sono nuove idee, nuovi modi di vivere, più alberi in città, meno copyright e più condivisione, più calma, più rilassamento, più amore per il prossimo, più compassione, più semplicità, più vita...


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