mercoledì 10 giugno 2015

L'Angolo di Smeraldo


Il nome Angolo di Smeraldo è dato dal colore che assume la vegetazione locale nei giorni di pioggia che appunto diventa verde e lucente come lo smeraldo.

Non ci sono strade né ferrovie che conducono all'Angolo di Smeraldo, ma solo sentieri, questa era stata la decisione della comunità.

Con un clima che d'inverno non scende mai sotto i 15° gli abitanti dell'Angolo di Smeraldo decisero di costruire capanne di legno al posto delle case in mattone.

I bambini condussero Edere al grande fuoco, dove decine di ragazzi e ragazze tutti intorno sedevano lungo un amplio cerchio, cantando filastrocche per i loro fratellini e sorelline, che rimanevano incantati ad ascoltarli seduti tra le loro braccia. 
Questo era il loro modo di occuparsi dei più piccoli, 
mentre i grandi erano intenti a svolgere le loro mansioni.

IL PICCOLO BOSCO DEI GRANDI CUSTODI

  • In questo luogo speciale ad ogni abitante della comunità viene fatto scegliere un albero che sarebbe poi diventato il suo custode per tutto il corso della sua vita terrena.

Quando il nastro colorato viene annodato al tronco d'albero, l'unione si compie e da quel momento l'essere umano viene legato all'albero scelto. Avrebbe potuto cosi rivolgersi a lui ogni qualvolta era afflitto da malinconia o tristezza.

Gli alberi sono considerati saggi dalla comunità dell'Angolo di Smeraldo, ma soprattutto vivi, dotati di un proprio spirito, di una propria aurea e di una propria coscienza, tanto da rivolgersi a loro anche in vista di decisioni importanti che riguardassero la loro vita e le loro scelte.

I saggi anziani dell'Angolo di Smeraldo sanno che i bambini non si sbagliano mai, in quanto sono ancora molto vicini alla matrice divina da cui sono giunti. Inoltre crescendo a stretto contatto con la natura sviluppano rapidamente la capacità di leggere nel cuore e nell'anima dei propri simili, imparano a comunicare con gli alberi e con gli animali.


Edere osservando questa gente si chiese come mai non sentissero il bisogno di aprire una strada tra il bosco, in modo tale da collegarli con il resto del mondo, si chiese il perché vivessero tutti nelle capanne, rinunciando alle ben più confortevoli case di mattoni, ma poi, studiandogli attentamente, comprese che forse il loro segreto era proprio quello, rimanere quel che erano accontentandosi di quel poco che avevano.

Rinunciando a crearsi nuovi bisogni avevano forse imparato a vivere in completa armonia?


Tratto dal capitolo: "L'Angolo di Smeraldo" del mio libro : Viaggio nel Paese di Domani

2 commenti:

  1. Esse lugar existe,é real??gostaria de poder ler seu Livro Daniele !!

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  2. Esse lugar existe,é real??gostaria de poder ler seu Livro Daniele !!

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