domenica 6 marzo 2016

Quelle strane scie di cui i meteorologi fanno finta di non sapere


Di Domenico Biscardi

Qualcuno le manda al meteo ed a Giuliacci a me non rispondono.... ma vuoi vedere che io che sono medico noto qualcosa di molto strano e loro che sono meteorologi non notano nulla ??? 

Link: https://worldview.earthdata.nasa.gov/…

- http://www.ilgiomale.it/…/scie-chimiche-ci-fu-un-accordo-s…/

- https://www.youtube.com/watch?v=iZcCWVji2CI

Fonte: Facebook

ma quelle scie... che non sono nuvole cosa sono? E quelle nuvole a spiga di pesce che nuvole sono? Mai viste prima .. e quelle a triangolo con polveri intorno, sono una nova creazione della natura ?? 

Da quello che vedo da testi e ricerche in internet non sono mai esistite... che ne dite gli intasiamo il sito di meteo.it di queste foto finché non ci dicono che sono ?? 

...o lo chiediamo a Berlusconi visto che e' stato lui a firmare l'accordo nel 2001 che ha venduto i cieli d'italia per esperimenti climatici fino al 2025, calcolando milioni di morti in tutti questi anni.

sabato 5 marzo 2016

LA NATURA è SULLA TERRA PER DARE E NON PER PRENDERE


LA NATURA È SULLA TERRA 
PER DARE E NON PER PRENDERE

Scritto da Stefano Bellotti

Credo sia importante rendersi conto che oggi in Europa dovremmo considerare l'agricoltura assolutamente morta. Finita. 

Nel giro di un paio di generazioni abbiamo assistito ad un'autentica "deportazione'' di massa: la popolazione agricola in Italia, per esempio, è passata dal 70% degli anni del dopoguerra al 3% di oggi e la popolazione rurale dal 90% allo 0%. 

Oggi ,infatti, non si può più parlare di vita né di società né di cultura rurale. Chi vive in campagna non è ''rurale" ma dipende completamente dalla cultura urbana e metropolitana. 



La megamacchina della megalopoli 
divora e controlla tutto diffusamente. 


E dall'altra parte chi ancora lavora nei campi non è più certamente un contadino ma un "addetto agricolo”, una sorta di operaio ibrido e sottopagato generalmente ignorante ed ottuso alle totali dipendenze dell'industria chimica e meccanica che applica nei suoi campi dei protocolli demenziali decisi a migliaia di chilometri dai suoi lunghi senza capirli né discuterli e che serviranno a produrre tonnellate di ''merce" di cui non conosce né lo scopo né l'utilizzo né la destinazione. E nemmeno se saranno distrutte o diventeranno cibo o cos'altro. 



E' quindi un alienato che né ama 
né conosce quello che produce. 


La valle degli orti o il mulino bianco sopravvivono solo sullo schermo televisivo o nel nostro immaginario. Non esistono luoghi reali neanche vagamente simili. Questa è oggi la situazione con quel che ne consegue, lasciando le evidenti considerazioni sulle lacerazioni sociali che un tale drastico cambiamento ha portato, vorrei concentrarmi di più sull’aspetto indissolubilmente collegato che riguarda la pianta, il cibo e il nutrimento.


Medium


Oggi i pochissimi contadini rimasti sono contadini per scelta chiara e determinata, direi quasi militante. Siano contadini di ritorno o lo siano perché nati sul luogo. Nel mio caso sono un contadino di ritorno. Non sono nato in campagna e non sono figlio di contadini. La genesi della mia scelta si perde però molto indietro, nelle nebbie dell'infanzia o forse ancora prima, chissà. 

Sto parlando quindi di motivazioni che non sono né intellettuali né razionali ma intuitive. 



L'uomo non può trovare la sua profonda essenza intrappolato fra muri, 
mattoni, cemento e asfalto. 


Quello che troverà lì saranno soltanto logoranti palliativi. 
L'uomo ha invece bisogno di cielo, di vento, di neve, di sole, di profumi, terra e piante. 
Ha bisogno di rapportarsi con la pianta.
La pianta è grande maestra al cui insegnamento l'uomo accede con la sua volontà. Sulla terra è la pianta che sa raccogliere la luce. L'animo umano anela alla luce racchiusa in un involucro di tenebra. Il corpo animale non è ricettivo nei confronti della luce. 

L'anima e il corpo accedono alla luce grazie alla pianta e questa è la vera essenza del nutrimento. Abbiamo un profondo bisogno di immergerci negli elementi di cui la pianta è interprete e conseguenza per capire noi stessi, prendere coscienza di noi stessi e riconoscere l'amore universale di cui siamo figli. 

La pianta è il ricettore per eccellenza della matrice universale della vita; è lo specchio e l'interprete del macrocosmo che si riproduce nel microcosmo senza soluzione di continuità; è il mezzo per cui ciò che è sopra diventa uguale a ciò che è sotto e che rende uguale e unico il miracolo della vita biologica al miracolo della vita universale. 

Le piante coltivate con il metodo chimico-industriale possono perdere fino all'80% della loro capacità fotosintetica, ossia la loro capacità di catturare la luce e di conseguenza di fissare carbonio e azoto. 
Di cosa ci nutriamo allora? Cibandoci dei frutti di queste piante perdiamo il gusto e col gusto la gioia di vivere ma soprattutto interrompiamo il flusso che ci lega e ci rende partecipi della vita cosmica e del divino. 

L'articolo continua su: http://www.triplea.it/posts/2-la-pianta-e-sullaa

venerdì 4 marzo 2016

LA "MANIA DELL'ORDINE" NASCONDE UN PROFONDO STATO D'ANSIA INTERIORE



Cosa nasconde l'ansia di aver sempre tutto pulito e in ordine?


Questa forma d'ansia è molto diffusa e alla sua origine nasconde un forte bisogno di controllo e un distorto desiderio di pulizia mentale; ma di quest'ansia ci si può liberare

Mamme che continuano a mettere a posto i giochi dei figli; mariti che ripassano con metodicità sulle cose già riordinate dalla moglie; donne che non riescono ad andare a letto la sera se non hanno concluso tutte le faccende domestiche; persone che sul lavoro tengono la scrivania libera e pulita come un tempio. Sono quattro esempi che parlano dell' ansia dell'ordine, un problema così diffuso che forse nessuno di noi può dire di non averlo mai incontrato.


Certo, saper tenere in ordine l'ambiente in cui si vive o si lavora denota equilibrio interiore e chiarezza mentale; ma c'è un punto superato il quale questa capacità diventa ansia, fino all'ossessione: quando cioè non si può fare a meno di mettere sempre tutto a posto, quando non si riesce a smettere, quando un po' di disordine può rovinare la giornata creando una sgradevole sensazione di "incompiutezza" che porta dritti all' ansia.




Più vorremmo controllare tutto, 
più ci assale l'ansia: un circolo vizioso



Si tratta a tutti gli effetti di una forma d' ansia acuta, nella quale si scarica un fortissimo bisogno di controllo. Di solito è un modo inconsapevole per impedire alle emozioni di emergere, o per gestire insicurezze radicate, o per sentirsi a posto con la coscienza: in questo caso l'ordine, ad esempio della casa, diventa per analogia un ordine morale, un senso di "pulizia interiore", e le geometrie con cui si risistemano le cose offrono l'idea di "rettitudine". 

In pratica la persona sta tenendo a bada qualcosa e al contempo sta mantenendo il suo equilibrio grazie a queste azioni rituali, che però hanno un prezzo alto: la mancanza di libertà nel vivere il proprio tempo e l'impossibilità di lasciarsi andare pienamente al relax, alle emozioni, ai cambiamenti.    

I segnali da non sottovalutare: 




Più agiamo per rimuovere il disordine, più la dimensione del "caos" si farà strada dentro di noi in modi inaspettati: è quindi inutile cercare di fuggirla; molto meglio accoglierla e imparare a viverla un po' alla volta. Per prima cosa prestiamo attenzione ai seguenti segnali, che si affacciano nella vita di tutti i giorni. Testimoniano di una situazione psicologica particolare, che può trovare proprio nella ricerca spasmodica di ordine un suo tentativo di sfogo. Per ognuno, vi proponiamo una possibile via d'uscita più produttiva.

- Hai spesso reazioni scomposte e irritate per nulla.

La causa: probabilmente stai accumulando aggressività.

Cosa fare: esprimi subito le tue contrarietà, non covare astio, sii diretto.



- Ti distrai sempre, non sai stare "sul pezzo".

La causa: forse hai riempito il tuo tempo di attività che non ti interessano davvero.

Cosa fare: arricchisci la tua vita di elementi interessanti, pescandoli anche nel tuo passato (cose che ti piacevano fare ma che ora hai abbandonato).



- Ti capita spesso di provare ansia

La causa: ti sei imposto una morale troppo rigida, specialmente in ambito sessuale.

Cosa fare: sii più elastico e cedevole, concediti qualcosa senza eccedere nei sensi di colpa.



- Hai frequenti sintomi fisici, anche se di poca importanza.

La causa: un eccesso di autocontrollo impedisce il fluire libero delle emozioni.

Cosa fare: dedicati di più al tuo corpo, fai uno sport che ti piace, vai in palestra, fai attività che ti procurano piacere.



- Fai pensieri caotici e logorroici, continui a rimuginare.

La causa: hai paura di incontrare il tuo vuoto interiore.

Cosa fare: rallenta le tue azioni, prova a vivere momenti in cui non fai nulla, senza domandarti il perché.

Fonte: http://www.riza.it/psicologia/ansia/2434/cosa-nasconde-l-ansia-di-aver-sempre-tutto-pulito-e-in-ordine.html