giovedì 9 marzo 2017

Il prezzo del grano in Italia è paralizzato al 1987, ma il pane dal fornaio costa il 1450% in più!

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di Gianni Lannes:

Lucio Battisti, uno dei più apprezzati cantautori italiani, in “Pensieri e Parole” chiedeva appunto “Che ne sai tu di un campo di grano…”.  Infatti i passaggi oscuri dalla terra alla tavola sono sconosciuti a milioni di comuni mortali. 





In effetti il prezzo del grano in Italia è paralizzato al 1987, ma il pane dal fornaio costa il 1450 per cento in più. 



Eppure il consumatore non se ne accorge: oggi ci vogliono trenta chili di grano per arrivare alla quotazione di un chilo di pane. Questa è la situazione denunciata pubblicamente e in più occasioni da Coldiretti, ma non solo. 

A livello nazionale gli ettari coltivati sono 600 mila per 30 milioni di quintali. Se invece si passa al grano duro, quello per la pasta, coltivato soprattutto nelle regioni meridionali (Puglia, Sicilia, Basilicata, Molise), gli ettari sono 1,3 milioni e i quintali 49 milioni. 

Tanti? No, pochi se si pensa che importiamo 23 milioni di quintali di grano duro e ben 48 di quello tenero: gli arrivi dall’Ucraina sono quadruplicati, raddoppiati dalla Turchia. Ma allora perché esportiamo frumento in Nord Africa? 


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Comunque, la pasta è la terza voce del nostro export commerciale (vale 2,4 miliardi di euro all’anno), mentre di prodotti da forno ne esportiamo per 1,7 miliardi. A fronte di tutte queste cifre da capogiro e di crescita percentuale, resta quella misera del prezzo pagato ai coltivatori, che fra l’altro è crollato nell’ultimo periodo quasi del 30 per cento. 

Sarà l’effetto perverso della globalizzazione, ma qui ci confrontiamo con concorrenti che non hanno i nostri obblighi fiscali e soprattutto sanitari. Certo, ci sono controlli a campione nei porti, ma non è che facciano da seria barriera. Insomma, rari controlli, legislazione carente, speculazione dilagante, import selvaggio. Solo a Manfredonia - dove un privato spadroneggia nel porto, un'area demaniale dello Stato - dall'inizio del 2017 ad oggi sono approdate una mezza dozzina di navi portarinfuse ricolme di grano straniero (Ucraina, Russia, Bulgaria, Canada), poi scaricato in camion che trasportano di tutto. 




E l'igiene? 


Ma la salute pubblica conta qualcosa - in uno Stato di diritto almeno sulla carta - o vale e prevale soltanto il profitto economico a scapito della vita umana?


E poi la speculazione: il grano si può stoccare anche per due o tre anni e quindi immetterlo sui mercati a seconda delle quotazioni. Un giochetto che riesce molto bene alle «5 sorelle» dei cereali (il colosso Usa, Adm; la Cargill di Minneapolis; i franco-statunitensi della Louis Dreyfus; gli argentini della Bunge Y Borne e gli svizzeri senza scrupoli della Glencore) con speculazioni finanziarie che prima o poi metteranno in ginocchio l’agricoltura reale.





Che si mette nel piatto? 


C’è anche un problema di tracciabilità:  il consumatore deve poter scegliere, per questo è opportuno, oltre al rafforzamento dei controlli sul grano importato, anche l’etichettatura trasparente per i prodotti da forno, pane e pasta. Quanti vedono il simbolo del tricolore e pensano di mangiare «italiano», quando invece la farina arriva magari da Kiev?


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Secondo la CIA «Risulta che enormi quantità di grano italiano sono state esportate nel Nord Africa, insieme all'arrivo, in contemporanea con i raccolti di navi piene di frumento provenienti da Paesi terzi», e questo,  «ha determinato questa 'guerra del grano', con prezzi insostenibili. 

Venticinque anni fa il frumento valeva 30 mila lire, più o meno le stesse quotazioni di oggi».

Rilievi ai quali risponde Italmopa - Associazione Industriali Mugnai d'Italia, in un'audizione in Commissione agricoltura alla Camera.  «Il raccolto 2016 di frumento duro - ha precisato Ivano Vacondio, Presidente Italmopa - è caratterizzato da livelli produttivi particolarmente elevati, ma anche da carenze qualitative riconducibili alle condizioni meteo sfavorevoli verificatesi nel corso del raccolto, in particolare in Puglia, principale zona di produzione nazionale di frumento duro».  



(...)La produzione di grano in Italia è a un bivio. 
Sono cambiate le esigenze dell’industria del pane e della pasta, il prezzo viene definito da un mercato globale in un contesto internazionale instabile e i produttori di cereali italiani si ritrovano (da soli e senza garanzie) a fare i conti con le importazioni massicce di grano dall’estero, la mancanza di norme che regolino il mercato mondiale e limiti notevoli nella capacità di stoccaggio.


Risultati immagini per grano tossicoEcco la cornice che fa da contorno alla crisi del grano in Italia, diventata ormai guerra tra i produttori di frumento e l’industria. Anche il Codacons è intervenuto con un esposto. Come uscire dalla crisi? «Sfatiamo il mito che il nostro grano non è di qualità -  spiega il responsabile dell’area Produzioni cerealicole di Confagricoltura, Mario Salvi - Il punto è che spesso quello ad alto contenuto proteico viene mescolato con frumento più scadente dal punto di vista delle caratteristiche organolettiche».


(...)«L'anno scorso sono state acquistate all'estero 2,3 milioni di tonnellate di frumento - denuncia Saverio de Bonis, presidente di Granosalus - A scapito della sicurezza alimentare. 

Anche perché in Italia i limiti alle sostanze contaminanti sono più alti che nella maggior parte del mondo: in Canada quella materia prima non si usa neanche per gli animali»... 

Gli industriali rispondono che il grano straniero, che ha più glutine, migliora la qualità della pasta. Ma spesso il frumento proviene da paesi come l’Ucraina, dove secondo i rilievi scientifici dell’IAEA, la radioattività ha contaminato i terreni per migliaia di anni. 



Non è tutto:


«In Italia può essere consumato anche dai bambini ciò che in Canada non va bene neppure per gli animali». 



È la denuncia di Coldiretti, che segnala la mancanza di trasparenza sull’etichetta.  «Una cosa è l’alta quantità di glutine - dichiara il portavoce di Granosalus - un’altra è l’assenza di sostanze tossiche». I vuoti sono da ricercare anche nelle leggi comunitarie, non tarate sugli interessi del consumatore.


E’ sufficiente aggirarsi in una dozzina di porti italiani per rendersi conto delle nostre frontiere colabrodo. 



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Sono due i principali nodi: il lungo periodo di navigazione che può alterare il prodotto e la mancanza di indicazione sull’etichetta circa l’origine. «Ci preoccupa - aggiunge De Bonis - anche la presenza di Deossinivalenolo (Don o vomitossina)”. Questo perché i parametri europei sui limiti di Don nei cereali utilizzati per l’alimentazione umana sono quasi il doppio rispetto a quelli imposti in Canada. In Italia è considerato commestibile ciò che i canadesi non darebbero neppure agli animali».

I dati dell’Agenzia delle Dogane attestano che da luglio 2015 a febbraio 2016 al porto di Bari è stato scaricato un milione di tonnellate di grano. «Arriva da Canada, Turchia, Argentina, Singapore, Hong Kong, Marocco, Olanda, Antigua, Sierra Leone, Cipro - spiega il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - e spesso passa da porti inglesi, francesi, da Malta e Gibilterra». E tutto ciò non accade solo a Bari: navi cariche di grano duro arrivano a Napoli, Ravenna, Palermo e in altre città».  




Chi controlla tir e silos? 
Nessuno. 



Ho avuto modo di verificarlo costantemente dal 2 gennaio 2017 ad oggi. E della tutela della salute parla anche il presidente di Confagricoltura Puglia, Donato Rossi: «Tutti i tir, container e silos devono essere controllati». E non accade. 

"Chi verifica il ciclo della pasta? Sempre nessuno”, attesta Slow Food, che aveva lanciato il primo allarme nel 2010. Per capire se la pasta è di qualità bisogna analizzare alcuni fattori: la presenza di micotossine nel grano duro (estero o italiano), eventuali deterioramenti del prodotto durante i trasporti, i limiti imposti dall’Ue che pare non accorgersi che un italiano medio consuma più pasta (27 chilogrammi all’anno) di un norvegese. 


Risultati immagini per grano tossicoIl Regolamento Comunitario 1881/2006 è calibrato su un consumatore medio europeo e non mediterraneo, che storicamente consuma più pasta, pane e cereali. Su questa base l’Europa ha dettato i valori massimi di alcuni contaminanti nel grano. Si parla di piombo, cadmio, mercurio e micotossine (come aflatossine e Don). Per la maggior parte dei Paesi al mondo, ad esempio, i valori del Don sono allineati tra 750 e 1000 ng/g nei cereali, mentre in Italia il limite è fissato a 1750, come nel nord Europa (dove si mangia molta meno pasta). 

Sempre lo stesso regolamento riconosce per pasta e pane una quantità di Don che scende miracolosamente a 750 e 500. Com’è possibile? E dato che quel limite scende a 200 ng/g negli alimenti a base di cereali o comunque destinati a lattanti e bambini sotto i 3 anni bisogna chiarire che al di sotto dei 6 anni non si può mangiare la stessa pasta degli adulti. Questi i limiti delle norme. Poi c’è un mondo che si muove al di fuori delle regole. Importiamo cereali a uso zootecnico: non è legale, ma c’è chi lo fa proprio per mancanza di controlli. E, una volta nel silos, il grano diventa per miracolo tutto italiano.

Esattamente sulla vomitossina un progetto delle Politiche agricole (Micocer 2006-2008) ha definito "la minore incidenza nei grani del Sud, rispetto a quelli del Nord Italia". 

Questo perché il clima umido e le piogge favoriscono la presenza di micotossine, mentre il grano del Mezzogiorno viene raccolto a temperature molto elevate (tra i 28 e i 48 gradi) che non ne permettono la proliferazione. 

Ma in Canada il clima è umido e spesso si miete con la neve. 
A ciò bisogna aggiungere gli effetti di lunghi viaggi transoceanici a bordo di navi cargo: scarsa aerazione, umidità ed escursioni termiche. Altra fase: la miscela. Il regolamento 1881 vieta di miscelare frumenti in norma con quelli che superano i valori massimi, con lo scopo di  stemperarne il carico di tossina. Vietato il taglio insomma. Che pur riducendo i valori, non li rende idonei all’alimentazione dei bambini.



Fontehttp://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2017/03/che-ne-sai-tu-di-un-campo-di-grano.html

mercoledì 8 marzo 2017

Donne, lasciate perdere le mimose e ritrovate voi stesse...


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"Chi mi conosce sa che mi piace provocare, nel senso più alto della parola, perché mi piace far uscire il sommerso e il non detto, anche a costo di tirare un po’ la corda.

Chi mi conosce sa quanto ami la donna, la sua essenza, il femminile e le infinite qualità che le donne possiedono.

Chi mi conosce sa che io sono per una società matriarcale più che patriarcale, dove le qualità femminili dell’amore e dell’accettazione prevalgano sul possesso, la prepotenza e il giudizio.

Proprio per questo, amate donne, sento l’urgenza di dirvi che avete cagato fuori dal vaso e vi spiego perché. "



1) BASTA CON "NOI DONNE/VOI UOMINI"

Non vi siete stufate anche voi di queste continue categorizzazioni?

Quando celebreremo l’essere umano in quanto essere umano?!

Quanto qualcuna mi dice: perché voi uomini…. io la mando subito a cagare.


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Voi uomini?!!!!! Guardami negli occhi! 

Io sono io, e tu non mi conosci! 

E io non voglio metterti nello schema: ‘voi donne’, tu sei un miracolo, un essere unico e irripetibile, celebriamo questa unicitá e conosciamo insieme il miracolo che siamo. Questo mi interessa, non il file ‘voi uomini e noi donne’, una raccolta di stronzate e di idee prese a prestito che se poi ci credi costituiscono la tua realtá.

Quindi da questo momento mi vorrei riferire a te che leggi con il tu, non in quanto categoria di donne, ma proprio tu, essere umano miracoloso e unico. E lo so che tu, che ti prendi la briga di leggere questo meraviglioso scritto, forse sei anche un po’ meglio di tante donne che si vedono in giro (nel caso lasciami il tuo numero…). Ma accettiamo questo gioco assurdo e continuiamo con queste generalizzazioni...



2) BASTA CON QUOTE ROSA E SVILENTI PRIVILEGI FEMMINILI

Un uomo puó essere stupido o intelligente, una brava o una cattiva persona. Voglio farti sapere che anche una donna può essere stupida o intelligente, brava o cattiva.


Risultati immagini per femministeCi sono molte donne stupide in giro (anche uomini lo so).
E allora se una donna é intelligente, brava, non ha bisogno delle quote rosa in politica o in altri ambiti, non ha bisogno che qualcuno le conceda uno spazio in quanto donna.

E’ come dire: sei handicappata, ti dobbiamo aiutare e facilitare.
Oggi, per una buona parte del mondo occidentale, le opportunità per le donne ci sono: dalla politica all’imprenditoria all’arte.

Tranquille, potete fare quello che fanno gli uomini, il sogno delle vecchie femministe. Ma proprio in questo avete toppato.



3) NON SIETE UGUALI AGLI UOMINI, PER FORTUNA

La lotta per i diritti e’ sacrosanta. Ogni essere umano deve avere gli stessi diritti, uomo, donna, bambino, (io ci metterei anche gli animali… comunque é un’ altro discorso).
Una donna deve avere, ad esempio, le stesse possibilità di lavoro che ha un uomo.

Però le femministe hanno commesso un grande errore. 
Risultati immagini per femministeErano molto arrabbiate con gli uomini, e un po’ li invidiavano. A volte hanno scambiato la parità di diritti con l’essere uguale agli uomini. Mai equazione fu tanto funesta.

Alcune qualità distorte del maschile sono la brama per il potere, il senso di superiorità, l’arroganza, il dominio, la sete di successo. Molte donne, anche in nome di presunti femminismi o parità dei sessi, hanno rincorso e rincorrono queste cose.

Donna, non essere uguale agli uomini! 
Non lo sei, per fortuna, e lì sta la tua bellezza e la possibilità di salvezza del genere umano. Insegnami l’accettazione, risvegliami la dolcezza, fammi conoscere un altro tipo di forza, molto piú potente di quella mostrata dagli uomini. Ti prego, non inseguire gli uomini nelle loro aberrazioni. Be different. Be yourself.



4) ANCHE VOI SIETE VIOLENTE

Conosciamo bene la violenza che gli uomini hanno esercitato sulle donne nella storia di questa disgraziata umanità. Una storia che purtroppo continua.

Su questo non bisogna mai abbassare la guardia e riconoscere e sanare ogni tipo di violenza.

Nel mondo occidentale però, c’é un altro tipo di violenza al contrario, la violenza delle donne sugli uomini. Una violenza molto più difficile da riconoscere, nascosta, quasi sempre psicologica, ma non per questo meno dolorosa di altri tipi di violenze.


Risultati immagini per manipolatriceQuesto tipo di violenza non si manifesta spesso fisicamente, ma e’ spesso una violenza fatta di ricatti affettivi, lo suscitare forti sensi di colpa, forme di crudeltà e sadismo che non fanno notizia anche se sono tanto devastanti e distruttive come le violenze fisiche.
Le donne possono avere un forte potere inconscio sulla psiche di un uomo, ma spesso quello che fa notizia è solo l’atto fisicamente violento di un uomo su una donna.

Molti uomini li avete create voi, e non solo fisicamente, ma soprattutto psicologicamente… Come direbbe Pasolini ‘Mi domando che madri avete avuto…’



5) NON VOLETE AMORE MA SICUREZZA

Moltissime donne scelgono il partner sulla base esclusiva di condizionamenti sociali ed economici che nulla hanno a che vedere con l’amore.

E’ una vecchia spinta biologica del cervello rettile, un cervello che hai anche tu (vedi le piu’ recenti ricerche scientifiche e gli studi di MacLean), mascherato astutamente dalla mente razionale.
Così, amate donne, voi dite che volete amore, ma in realtà dell’amore non ve ne frega un cazzo.




Volete protezione, sicurezza, una vita comoda.



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E cercate un uomo che vi dia queste cose.
E’ la stessa spinta biologica che induce nell’uomo, rispondendo allo stesso cervello rettile, il desiderio di scoparvi, voi e ogni essere sessualmente interessante dai 15 ai 50 anni (anche dopo dai).
Ovviamente il cervello rettile non è il solo cervello che possediamo, abbiamo anche il mammifero ( cuore) e la neocorteccia (ragione).

La maggior parte delle donne ragionano con il cervello rettile e sentono con la neocorteccia, e qui nascono i casini.
Quindi non potete prendervela con gli uomini che vogliono scoparvi e basta, se quello che volete voi è solo la sicurezza, il denaro, il senso di protezione che pensate possa darvi un uomo. 

E’ un commercio. Se non volete chiamarlo prostituzione per non sentirvi puttane chiamatelo scambio o do ut des.

Le prostitute sono molto piú chiare e oneste: la tariffa te la dicono subito.

Invece per la maggior parte delle donne lo scambio avviene su altri piani non sempre ben definiti, ma sempre merce di scambio è.
Quindi perché fingere?

Non dite che cercate l’amore, non è vero.
Esaminate davvero quello che vi muove. Riconoscete prima le spinte biologiche, i vostri desideri egoistici e le vostre paure.

Quando potremo accettarci per come siamo, senza pretese e condizionamenti, ecco, quello sarà il terreno dell’amore.




6) SIETE VOI A CREARE GLI UOMINI

Se molte ragazze sognano di fare le veline, se molte belle donne vanno con uomini ricchi anche se criminali e bastardi, se date in pasto il vostro corpo alla pubblicità, se mostrate il vostro bel culo in televisione suscitando le fantasie perverse degli uomini repressi, se l’idea di uomo che rincorrete è quella del vincente non importa come, allora non lamentatevi degli uomini.




Voi siete il vostro carnefice.



Siete anche voi che create gli uomini con i vostri atteggiamenti, le vostre idee, i vostri si e no, le vostre scelte. Questo ovviamente non significa che una ragazza non deve mettersi la minigonna se no poi non si può lamentare se un uomo le mette la mano sul culo.
Significa che avete una grande responsabilità, oggi più degli uomini, di proporre modelli e di determinare valori che avranno conseguenze sulla vostra vita sentimentale e sessuale.

Voi avete il coltello dalla parte del manico, e non lo sapete, o vi fa comodo non saperlo.

Provate a scegliere uomini diversi. 
Uscite dagli schemi di comportamento abituali. Mandate affanculo chi vi tratta male, non mendicate affetto, autoeducatevi al vostro essere donne. Siate pure belle, femminili, gnocche, arrapanti, ma fatelo con gioia e creatività, senza ritrosie o secondi fini, per il gusto di vivere e di esprimere la vostra bellezza e femminilità.

Voi non avete capito che potere avete. Avete il potere di scelta. Avete il potere di dire: vengo con te perché tu sei così.




Sapete cosa si domandano gli uomini?


Si domandano cosa piace alla donne!
Parte della loro vita è ossessionata dal conquistarle, dall’averle. 
E allora, voi conducete il gioco. Siete voi il trofeo, e voi potete determinare le regole.

Se vi piace il denaro, gli uomini faranno di tutto per avere il denaro, non importa come.

Se vi piace il potere, faranno di tutto per essere potenti, non importa come.

Se vi piace la sicurezza, faranno di tutto per mostrarsi sicuri.

E se vi piace l’onestà, diventeranno più onesti, se vi piace la sincerità, saranno più sinceri, se amate la gentilezza saranno più gentili, se innalzate l’amore vi daranno amore.




Ma voi queste cose le volete veramente? 


A volte ho i miei dubbi.
Forse volete solo benefici materiali, e allora avrete uomini materialisti, non lamentatevi se non vi danno le dovute attenzioni.




7) I VOSTRI REALI POTERI 

Voi avete grandi poteri.
Quello più basso e che avete utilizzato fino ad ora, in genere male, è il sesso. Con il sesso voi potete far fare (quasi) qualsiasi cosa a un uomo, a meno che non sia illuminato come me. (provare per credere ehehe)

Potete ottenere grazie e favori, potete ricattare con promesse sessuali, potete far sognare o far impazzire.
Se usate il sesso per ottenere qualcosa, lo potete sicuramente ottenere, ma è come la magia nera: prima o poi dovrete pagare un prezzo salatissimo.


Risultati immagini per sciamanaGli altri poteri (che spesso non conoscete come tali) sono i poteri che possono cambiare il mondo, e soprattutto voi stesse e gli uomini che vi circondano. La comprensione, la sensibilità, la gentilezza, sono qualità femminili, che per fortuna possiedono anche gli uomini, ma che voi potete incarnare con meno difficoltà degli uomini.

Abbracciate, amate, ammorbidite la corazza, abbandonate il giudizio, accettate voi stesse e gli altri. Auteducatevi, imparate a fare l’amore con voi e poi insegnatelo al vostro uomo (o ai vostri uomini). 

Non impantanatevi nella cultura maschilista di questo tempo, non siate rigide, invidiose, non fate classifiche, non fate le civette e le troiette, non date energia ai falsi modelli femminili dei media che vi stuprano, non primeggiate, non siate serve del potere e dell’ambizione. Ci sono già gli uomini per questo.




Il vostro amore può salvare il mondo, e soprattutto può salvare gli uomini dalla loro follia distruttiva.



Oggi bisognerebbe fare una festa all’uomo più che alla donna, perché l’uomo ha una tremenda urgenza di essere guarito. Avete visto come siamo messi, no?

Come sapete meglio di me, il sesso debole è quello maschile e non può essere aiutato senza il vostro prezioso contributo.
Gli uomini sono spaventati. Rassicurateli, svegliateli, curateli, ma prima dovete farlo con voi stesse.

Abbiate coraggio, insegnatevi e insegnateci il vero Amore...

Fonte: https://manualedelpartigianozen.wordpress.com/2015/03/05/donne-avete-sbagliato-tutto-svegliatevi-facciamo-la-festa-alla-donna-e-anche-alluomo/



martedì 7 marzo 2017

SVEZIA: l'energia eolica produce elettricità pari a 6 centrali nucleari!

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Prodotti in una sola ora 5,6 GWh di elettricità, grazie ad una tempesta che ha colpito il Paese. In tre giorni coperta un quarto della domanda di energia.

È successo poco prima di Natale. E si è trattato di un vero record. In Svezia l’eolico ha prodotto 5,6 GWh di elettricità dalle 6 alle 7 del mattino, mezzo milione in più rispetto al record precedente. Il vento ha soffiato così forte a causa della tempesta Urd, classificata come uragano: in tre giorni la forza della tempesta ha coperto il 26 per cento della domanda di elettricità di tutta la Svezia.


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“Il tempo estremamente ventoso dei giorni scorsi  ha permesso all’energia eolica di produrre tanta elettricità come sei centrali nucleari”, ha detto Anders Engqvist, portavoce del fornitore di energia svedese Bixia, in una nota. “Mai prima d’ora l’eolico svedese aveva prodotto così tanta energia”.


La produzione di energia eolica nel 2015 si è attestata intorno ai 16,6 Twh, circa il 12 per cento del consumo totale della nazione. Essendo però il vento una fonte non costante e non potendo accumulare l’energia prodotta, il Paese si avvale di impianti idroelettrici: quando il vento soffia di più, le centrali idroelettriche producono di meno, in modo da accumulare l’energia in eccesso.


Danimarca e Germania ai primi posti:
Lo stesso però è accaduto anche negli altri Paesi del Nord Europa. Come in Danimarca, dove tra il 24 e il 25 dicembre 2016 l’elettricità proveniva al 100 per cento dagli impianti eolici dislocati tra Danimarca e Germania. Per circa un’ora, scrive l’operatore energetico danese Energinet, “il 157 per cento dell’elettricità è stato prodotto dai nostri impianti eolici”.

Ma è la Germania a fare la parte del leone per quanto riguarda la produzione di energia eolica in Europa. Solo nel 2015 ha prodotto circa 80 TW h di elettricità, cifra che rappresenta il 13,3 per cento della produzione energetica del Paese. In Italia, secondo gli ultimi dati ufficiali raccolti da Anev (Associazione nazionale energia del vento) nel 2014 sono stati prodotti circa 15 TWh, quasi come la Svezia.



Fontehttp://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/energia-eolica-svezia-record


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