mercoledì 24 febbraio 2016

Erasmo Savino è morto: Denunciò le vaccinazioni mortali


È morto il caporale Erasmo Savino 
denunciò i vaccini che uccidevano i militari

Si è spento nella mattinata  il militare che aveva deposto davanti alla Commissione “Uranio impoverito” del Senato. 

La sua storia, dalla quale è partita l’inchiesta di Repubblica.it “Vaccinati a morte”, aveva indirizzato il Parlamento a indagare il rapporto tra le vaccinazioni sbagliate e il crescente numero di malattie nell’esercito.

ROMA – “Ce la farò perché mi voglio sposare  –  diceva  –  anche se so che è una malattia di cui si muore”. 
Poi la sua rabbia di lavoratore semplice “mi hanno usato e abbandonato”. Erasmo Savino, 31 anni, caporale maggiore dell’esercito in Kosovo, si è spento questa mattina alle 8.15, dopo quindici anni di servizio, una malattia fulminea, nessun riconoscimento come vittima del dovere, addirittura neanche la semplice liquidazione.

Il cancro era partito da un dito del piede, aveva covato sotto semplici scarponi. Era partito a ventinove anni, da un paese senza lavoro ed era stato mandato a scavare in Kosovo, nella terra avvelenata dall’uranio impoverito, con le difese demolite da una raffica di vaccini troppo ravvicinati quando non si poteva dire di no. Lo stipendio o la salute.




Erasmo aveva deposto davanti alla Commissione “Uranio impoverito” del Senato e dalla sua storia era partita l’inchiesta “Vaccinati a morte” di Repubblica.it. Un’indagine che ha approfondito il legame tra le vaccinazioni fatte male e il crescente numero di malattie che colpiscono i nostri militari.

Nella sua casa di Saviano, in provincia di Nola, il fratello Cosimo di 36 anni risponde al telefono, avvisa i parenti.
Il resto della famiglia è raggomitolato su se stesso. Muta nel suo dolore Giulia, la fidanzata di 29 anni, che aveva lasciato il lavoro per seguirlo nelle cure disperate mentre lo vedeva spegnersi. Aveva riposto il sogno di una bella festa perché Erasmo quando aveva scoperto la malattia stava per sposarla. In un angolo cataste di documenti e di perizie mediche che dimostrano la connessione tra il suo cancro e i vaccini somministrati male.

Il funerale è previsto per domani (martedì) alle 11 nella chiesa dell’Immacolata. Si preparanno ad andare un fiume di parenti, amici, venti-trentenni di un paese in cui un lavoro vale come una vita. Le istituzioni no, quelle non ci saranno. Le stesse che avrebbero dovuto pronunciarsi entro 220 giorni, ma che dopo più di due anni non hanno risposto.

Giorgio Carta, l’avvocato del caporale, ha la voce rotta: “È il giorno più triste della mia professione, Erasmo non è il primo, non sarà l’ultimo. Dobbiamo far sì che i responsabili di questa strage silenziosa rispondano di azioni e di omissioni”.

Fonte: http://www.tgnewsitalia.it/wp/2016/02/20/e-morto-il-caporale-erasmo-savino-denuncio-i-vaccini-che-uccidevano-i-militari/

SOIA OGM: Dal Paraguay all'Europa


PIOGGIA DI PESTICIDI PER LA SOIA OGM: IL DRAMMA DEI CONTADINI 
IN PARAGUAY


Scritto da Marta Albè

I contadini del Paraguay sono in pericolo a causa dell’utilizzo di glifosato e pesticidi nelle coltivazioni di soia. 

La soia coltivata in Paraguay viene importata in Europa soprattutto per la produzione di mangimi per gli animali da allevamento e in minima parte per la realizzazione di biocarburanti. Si tratta per lo più di soia OGM.


soia paraguay 7
Fino a pochi decenni fa il territorio del Paraguay era ricoperto da foreste verdeggianti che ora non esistono più perché sono state distrutte per dare spazio alla coltivazione industriale della soia.
Al momento il Paraguay è al quarto posto tra i Paesi del mondo esportatori di soia. Le popolazioni locali chiamano le coltivazioni di soia ‘oro verde’ perché in breve tempo sono diventate il maggior supporto all’economia del Paese.

Nello stesso tempo i contadini sono preoccupati sia per le condizioni dell’ambiente che per la propria salute a causa dell’impiego intenso di erbicidi e pesticidi nelle coltivazioni di soia. La preoccupazione maggiore è costituita dall’utilizzo dell’erbicida Roundup, a base di glifosato, che pochi mesi fa è stato inserito dall’OMS tra le sostanze probabilmente cancerogene per l’uomo.

I massicci raccolti di soia destinata all’esportazione avvengono ad un costo ambientale e sociale davvero elevato: deforestazione distruttiva, perdita della biodiversità, sfruttamento intensivo dei terreni e rivolte sociali.

soia paraguayPiù della metà dei terreni disponibili in Paraguay ora vengono utilizzati per la coltivazione della soia, che è in crescita continua, con un incremento del 9% previsto per il prossimo anno. Le ripercussioni ambientali e sociali della coltivazione di soia in Paraguay sono molto evidenti.




Ormai nelle piantagioni di soia il lavoro è quasi completamente meccanizzato, dunque è calato il numero dei contadini necessari per prendersi cura della piantagioni. I contadini si trovano dunque in una situazione di grave povertà. La maggior parte dei terreni coltivabili è ormai proprietà delle grandi aziende agricole che hanno portato alla scomparsa delle piccole comunità rurali dei contadini locali.


soia paraguay 5Il fotografo Jordi Ruiz Cirera ha iniziato a documentare la situazione del Paraguay nel 2013 per investigare l’impatto delle coltivazioni intensive di soia sulle comunità rurali. Circa 9000 famiglie all’anno migrano dalla campagna alla città perché nei campi non trovano più lavoro. In Paraguay l'80% dei terreni si trova nelle mani del 2% della popolazione, come ricorda Aiab parlando della coltivazione di soia Ogm in Paraguay. 

I fiumi del Paraguay sono stati contaminati dalle sostanze tossiche utilizzate nell'agricoltura intensiva e l’impiego di pesticidi sta causando ai contadini numerosi problemi di salute.

Secondo quanto riportato dal Time, raramente la soia OGM coltivata in Paraguay finisce nel latte vegetale, nel tofu o in altri prodotti consumati direttamente dall’uomo. Il 96% della soia paraguaiana viene infatti esportata per la produzione di mangimi per gli animali da allevamento. 

La destinazione principale della soia 
del Paraguay è l’Unione Europea.

soia paraguay coverL’economia rurale tradizionale e il vasto giro d’affari delle aziende agricole che producono soia su larga scala sembrano davvero difficili da conciliare. Ecco dunque la drammatica situazione dei contadini, che hanno perso i loro campi e assistito all’inquinamento dei fiumi senza avere la possibilità di essere ascoltati. Un altro esempio di come la sete di denaro di pochi possa mettere in ginocchio l'essitenza di molti.

Marta Albè

Fonte foto: Jordi Ruiz Cirera

Fonte: http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/19271-soia-ogm-pesticidi-contadini-paraguay

martedì 23 febbraio 2016

OLLIO E STANLIO: I RE DELLA COMICITÀ' ERANO MASSONI


Lauren e Hardy: 
quando i massoni sanno far ridere

Il 23 febbraio 1965 moriva Arthur Stanley Jefferson, meglio noto come Stan Laurel, con Oliver Norvell Hardy membro delle coppia comica più famosa di tutti i tempi, Laurel & Hardy (in Italia noti come Stanlio e Ollio) che in una carriera durata dal 1921 al 1951 recitò 109 film. 

Una coppia che seppe dare vita, insieme ad altri nomi celebri della “golden age” del cinema comico americano come Buster Keaton, Charlie Chaplin, Harol Loyd e i fratelli Marx, ad un genere comico proprio, la “slapstick comedy”, basato sul linguaggio del corpo e ricco di gag.


Lauren e Hardy: massoneria
Ma forse non tutti sanno che Hardy (Ollio) usava un altro genere di “linguaggio del corpo” nella sua vita privata, di cui Fanwave ha già parlato (link), quello delle strette di mano e della postura del corpo utilizzato all’interno della Massoneria. 

Che Hardy fosse membro della Massoneria americana apparirebbe evidente anche senza conoscerne la storia, visto che dopo la morte, avvenuta il 7 agosto 1957, venne sepolto nel Masonic Garden del Valhalla Memorial Park Cemetery, tra l’altro vicino alla tomba di un altro suo collega, Baldwin Cooke, anch’esso grande amico di Stan Laurel e che spesso lavorò nei film della coppia.


Lauren e Hardy: Massoneria


Lauren e Hardy: massoneria
Hardy venne iniziato alla Massoneria alla Solomon Lodge n. 20 di Jacksonville, in Florida, negli anni Venti ma la cosa non doveva essere un grande segreto se già nel 1931 Laurel e Hardy girarono “I figli del deserto”, ritenuta una parodia della più famosa loggia americana, la Al Malaikah Shrine Temple. 

Non che Hardy fosse il solo attore massone di quegli anni, anzi: anche il suo amico John Wayne venne iniziato alla Marion McDaniel Lodge n. 56, nel 1970, diventando poi uno “shriner”, ossia un appartenente appunto della loggia di Al Malaikah Shrine Temple (nel suo caso la sezione di Los Angeles), nello stesso anno.

Oltre a lui molti altri grandi nomi dello spettacolo americano, tra cui Clark Gable, Harol Loyd, Nat “King” Cole e Glenn Ford, erano massoni. La loro “fratellanza” consentì loro di raggiungere fama e successo anche materiale più rapidamente di altri colleghi? 

Impossibile dimostrarlo e del resto erano certamente tutti uomini di grande talento. Del resto l’attività della Massoneria americana è sempre stata collegata a opere benefiche, più che al tentativo di gestire il potere da dietro le quinte, come si imputa a ben altre società segrete (link).

Lauren e Hardy: massoneria
Lo stesso Al Malaikah Shrine Temple, fondato nel 1871 a New York da un altro attore americano, William J. Florence, e da allora espansosi in tutti gli Stati Uniti, è considerato una vera e propria istituzione americana. Non risulta tuttavia che Hardy, molto amico di Laurel, abbia mai convinto l’amico e collega a farsi massone, anzi Laurel, adducendo motivi di salute, non presenziò neppure al funerale laico che seguì la cremazione di Hardy, dichiarando: “Babe (il soprannome di Hardy, ndr) avrebbe capito”.

Fonte: http://www.fanwave.it/articoli/402-lauren-e-hardy-quando-i-massoni-sanno-far-ridere.html