giovedì 3 marzo 2016

Quando Michael Jackson ci mise in guardia dagli Illuminati


di Leonardo Spinale



 Dopo queste gravi affermazioni pronunciate, Michael Jackson durante una conferenza stampa scrisse la sua condanna a morte, denunciando la cospirazione globale in atto.

1)L’industria della musica e’ in mano a persone che sfruttano i personaggi per veicolare e manipolare le masse

2) Tutta la Stampa manipola le notizie e mente spudoratamente, nascondendo il vero e trasmettendo il falso

3) Le stesse persone che manipolano la stampa hanno manipolato i libri di storia! Cresciamo con una storia ben diversa da quella reale!

4)Tutto quello che accade nel mondo e’ perché’ c’e’ una cospirazione nella struttura del potere globale…

5) E’ importante che la gente inizi a svegliarsi prima che sia troppo tardi…

Ecco quello dichiarato da Michael Jackson:



mtv



Fonte: http://www.morasta.it/quando-michael-jackson-dichiaro-e-tutto-falso-il-mondo-e-manipolato-da-entita-occulte/

mercoledì 2 marzo 2016

ECCO PERCHÉ' I MONACI BUDDISTI NON MANGIANO CARNE


“Sii moderato con il cibo e non gravare il tuo corpo 
con pesi inutili, dagli solo quello che richiede, 
ed esercitati nel digiuno quando è indebolito”

Ogni energia, ogni parte del creato, è indispensabile alla vita. 
Ogni specie vivente ha un proprio ruolo in questa gigantesca struttura cosmica, per cui c’è una sorta di sacralità che deve essere recuperata dall’uomo moderno, la sacralità di ciò che ci circonda: 
la sacralità dell’acqua dell’aria, del sole, non in senso pagano o panteistico, ma come visione di un progetto unico. 


Il “cosmo”, (che significa ordine, a cui si contrappone il termine caos, che significa dis-ordine), è il prodotto di un progetto intelligente, il cui artefice è Dio. L’universo è un progetto sano, il cui scopo è di permettere a ciascun individuo di effettuare il più avventuroso dei viaggi: la realizzazione del sé. 

La scoperta dell’Io dell’auto-coscienza, è il traguardo di un essere umano degno di questo nome. L’equilibrio tra i macro e i micro-sistemi, all’interno del cosmo, produce un’ulteriore ordine che chiamiamo: salute, serenità e illuminazione. 

Esiste un’intima relazione tra il microcosmo e il macrocosmo, un’unità. Ciò che è fuori è dentro, la stessa acqua che è fuori è la stessa acqua che è dentro; la stessa aria che mobilita tutto ciò che si muove nell’universo, mobilita tutto ciò che si muove nel microcosmo del corpo; della stessa sostanza con cui sono fatte le nostre ossa, sono fatte le ossa di tutti gli altri esseri. 

Gli elementi solidi, liquidi e gassosi, l’energia termica, il Qi, presenti nel corpo, sono gli stessi presenti nell’universo. Per cui depauperando queste energie, depauperiamo le nostre stesse risorse.



Indebolendo e degradando l’ambiente 
che ci circonda, degradiamo il nostro 
stesso ambiente fisiologico. 

Le nostre fonti energetiche, sono il risultato dell’interazione dei macro elementi cosmici: spazio, aria, fuoco, acqua e terra, che si aggregano sempre nella medesima sequenza, come è dimostrato dalle scienze come l’embriologia e la botanica. 





L’elemento gassoso è il prodotto dello spazio, l’elemento termico è l’esito dell’elemento gassoso, l’elemento liquido è generato dalla condensazione provocata dall’elemento termico, e l’elemento solido è la trasmutazione dell’elemento liquido. Creare confusione su queste macrocategorie, significa confondere la mente, i pensieri e il nostro atteggiamento nei confronti della vita, con l’immediata conseguenza della confusione nella nutrizione, che produce a sua volta, una cattiva assimilazione del Qi, che come risultato provoca patologie fisiologiche e psicologiche.



L’importanza di alimentarsi 
in armonia con la natura


“Non si deve mai bere vino, né mangiare carne. 
È contro le regole del buddismo. 
Coloro che vogliono imparare lo Shaolin-kung-fu 
devono obbedire a questo comandamento, perché il vino 
annulla la volontà e l’abilità, e la carne seppellisce lo spirito.”


Per assorbire il Qi dalla natura, è necessario adottare una dieta adeguata, in quanto alcuni cibi favoriscono l’assorbimento del Qi cosmico e altri lo ostacolano. I maestri raccomandano a chi intraprende il sentiero Shaolin, di alimentarsi con cibi vegetariani e di non bere alcolici, poiché la dieta vegetariana è compassionevole e la più coerente per chi pratica lo Shaolin-Kung-fu. 



Il cibo non solo influisce sul corpo 
ma anche sullo stato mentale. 

“La qualità del cibo che mangiamo diventa la qualità 
della nostra coscienza. Perciò se non cambiamo dieta 
non saremo in grado di cambiare la nostra coscienza.” 

Il cibo è una sostanza fisica composta di cinque elementi: terra, acqua, fuoco, aria, etere, che nutre direttamente il livello fisico (sarira) e attraverso la sua mediazione, nutre indirettamente anche il livello mentale (manas) e quello coscienziale (citta). 

Il cibo nutre la forza vitale (Qi), attraverso la quale: sostiene i riflessi istintivi autonomi e stimola gli impulsi emozionali dormienti nell’inconscio, generando un particolare tipo di attività, in accordo alla natura del cibo stesso. 

Per esempio, alimentandosi di carne, sostanza pervasa dall’influenza della malvagità verso le altre creature, si promuovono l’aggressività e la violenza. Dal punto di vista atletico, durante la pratica del kung-fu, l’energia concentrata in una particolare parte anatomica, supera in alcuni casi l’80% in un solo movimento. Nell’esecuzione delle sequenze tao-lu, la riuscita perfetta dell’esercizio dipende dalla concentrazione di volontà e intenzione (yinian), che genera e invia al corpo una grande quantità di energia jing. 


Ma è importante soprattutto considerare la qualità del jing espresso nella pratica del kung-fu. L’alimentazione carnea sviluppa un jing aggressivo, violento (ossia senza logica), impulsivo e incontrollabile, mentre l’alimentazione vegetariana fornisce un jing vivace e potente, di prima qualità, facilmente gestibile, che potenzia il sistema immunitario e la struttura muscolo-scheletrica, protegge il sistema cardio-vascolare, raffina le facoltà sensoriali, e dona una capacità di ripresa tre volte superiore a quella di un soggetto con un regime alimentare a base di carne. 

Recenti studi hanno confermato che gli atleti vegetariani esprimono più controllo, più forza e resistenza di quelli carnivori che invece dimostrano di essere più violenti, impulsivi e incostanti. 



Anche nel laboratorio della natura constatiamo questa realtà; per lavorare l’uomo non utilizza i più potenti predatori della terra come i leoni o le tigri, ma i mansueti animali erbivori come elefanti e tori, perché sono più forti. Il mito diffuso che nutrirsi con proteine d’origine animale (carne, uova e pesce), generi un corpo forte e robusto è falso. 


Questa abitudine errata, porta invece a superare le esigenze proteiche dell’organismo, promuovendo lo sviluppo di una struttura corporea grossolana, espressione di una crescita accelerata e innaturale, più esposta all’azione tossica dei residui proteici non digeriti, che provoca una maggiore disposizione alle malattie infettive e a patologie cardio e cerebro-vascolari. L’esperienza clinica conferma infatti, un aumento delle difese immunitarie su soggetti passati ad una dieta latteo-vegetariana.



La compassione dei discepoli di Buddha


“Il saggio ha il cuore unito alla natura, 
e con la saggezza vive in modo che tutti possano vivere.”


Per ottenere la carne è sempre necessario ferire o uccidere, e una persona nobile non desidererà infliggere sofferenza ad altri solo per soddisfare la sua lingua. 

Inoltre i monaci Shaolin imparano a combattere dagli animali, come potrebbero mostrarsi così ingrati verso questi “maestri della natura” da arrivare ad ucciderli? 



Mangiare carne è senza alcun dubbio un’azione violenta e quindi non conforme al buddismo. La dottrina buddista insegna: “Due pilastri sostengono il grande edificio del buddismo: grande saggezza (maha-prajna) e grande compassione (maha-karuna). 
La saggezza scorre dalla compassione e la compassione dalla saggezza, perche sono una cosa sola”. 


Il primo precetto buddista ingiunge: 

“Non uccidere, anzi mantieni 
e tutela ogni forma di vita“ 

e i Testi del buddismo Mahayana sostengono che: “Mangiare la carne spegne il seme della grande compassione.” Buddha nella sua vita personificò questo oceano di compassione, con la scelta vegetariana che aveva un ruolo essenziale nella saggezza che predicava. 

Un poema attribuito a Lui afferma: 


“Le creature senza piedi hanno il mio amore. 
E così (lo hanno) quelle a due piedi; e anche quelle a molti piedi. Possano tutte le creature, tutte le cose che hanno vita, 
tutti gli esseri di qualsiasi specie, 
non vedere mai niente che li possa danneggiare. 
Possa non accadere loro mai nulla di male.” 


I Suoi primi biografi riferiscono che considerava il desiderio di mangiare carne “una pulsione nata dall’ignoranza (trishna).” 

I racconti Jataka, insegnano che tutti gli uomini, prima o poi hanno avuto corpi di animali e che tutte le creature hanno la facoltà di raggiungere l’illuminazione in una nascita futura, per cui uccidere un animale è un atto esecrabile quanto uccidere un essere umano. 

Tutti i sutra buddisti come il Lankavatara, il Surangama e il Brahmajala, per nominarne alcuni, appoggiano il vegetarianesimo. 

Nel Lankavatara-sutra per esempio il Signore Buddha afferma: 


“Per il bene dell’amore e della purezza, 
il bodhisattva (l’anima illuminata) 
dovrebbe astenersi dal mangiare carne, 
che è generata dal seme, dal sangue, ecc. 

Di nuovo, ci saranno persone in futuro che… 
sotto l’influenza del desiderio di carne (trishna), 
metteranno insieme molte argomentazioni sofisticate, 
e in tanti modi diversi, per difenderne il consumo. … 
Ma … il mangiare carne in qualsiasi forma, 
e in qualsiasi luogo è incondizionatamente 
e una volta per tutte proibito. … 

Non ho permesso a nessuno di mangiare carne, 
non lo permetto ora, e non lo permetterò in futuro….”

Inoltre, nel Surangama-sutra afferma: 

“E` per sfuggire alle sofferenze della vita e per cercare di raggiungere il samadhi (la perfezione mistica), che si pratica dhyana (la meditazione). Ma perché infliggere sofferenza agli altri, quando noi stessi cerchiamo di sfuggirla? 

La dottrina buddista, prescrive dunque ai monaci Shaolin un regime alimentare interamente vegetariano, perché il saggio non vive a spese della vita altrui, eppure la natura gli fornisce tutto ciò di cui ha bisogno. 

La violenza sugli animali non è soltanto una questione di etica astratta o di sentimentalismo religioso, infatti, secondo le leggi della natura, si raccoglie ciò che si semina. 



Per armonizzarsi con la natura e beneficiare 
della sua energia, è necessario rispettarla, 
e chi sceglie di essere violento verso di lei, riceverà in cambio solo reazioni violente. 


In accordo ai Veda chi uccide gli animali direttamente o indirettamente (per esempio acquistando carne), ne riceverà una reazione precisa, qualcosa che va al di là degli scrupoli morali e dei rimorsi di coscienza. Si dice: “Ciò che semini raccogli”, questo inesorabile ciclo di azioni e reazioni è chiamato in sanscrito: 


“Legge del karma.” 

La reazione destinata non si manifesta immediatamente, ma nel corso del tempo, nella forma di malattie, incidenti e violenza. 

Molti recenti rapporti medici e scientifici infatti, hanno dimostrato chiaramente la relazione che c’è fra diete a base di carne e “killer” implacabili come il cancro e le malattie di cuore. 


Fonte: http://nirvaira.org/2014/03/lalimentazione-dei-monaci-shaolin/

martedì 1 marzo 2016

LA SCIENZA MARCIA è LA VERA CAUSA DELLA CELIACHIA



Celiaci, ovvero .. geneticamente mortificati

Grano OGM/aumento casi di celiachia? 
Sembrerebbe proprio di si?

Negli anni ’70 il grano “Cappelli” venne irradiato in laboratorio con i raggi gamma per renderlo più produttivo e precoce. Ma a quale prezzo? 

Da allora i casi di intolleranza al glutine (contenuto nel frumento e in altri cereali) sono cresciuti in maniera esponenziale, arrivando all’incidenza di una persona malata ogni 100/150 (negli anni ’60 il rapporto era di uno ogni 1000/2000!).


C’era una volta, in Puglia, un grano duro di nome “Cappelli”. 
Fino agli anni ’60 questo alimento era alla base della dieta della popolazione pugliese, ma questo povero grano, unica varietà coltivata nel Mezzogiorno d’Italia, apprezzato per la qualità, era, purtroppo per lui e per noi, poco produttivo. 


Così, un bel giorno del 1974, il Professore Gian Tommaso Scarascia Mugnozza, (attuale presidente dell’Accademia delle Scienze!) con un gruppo di ricercatori del CNEN (Comitato Nazionale per l’Energia Nucleare) indusse una mutazione genetica nel grano duro denominato “Cappelli”, esponendolo ai raggi gamma di un reattore nucleare per ottenere una mutazione genetica e, in seguito, incrociandolo con una varietà americana. Dopo la mutazione, il povero grano era diventato “nano”, mostrando differenze, in positivo, in caratteri come la produttività e la precocità nella crescita. 

Questo nuovo tipo di grano mutato geneticamente, non OGM, ma irradiato, fu battezzato “Creso” e, con esso oggi si prepara ogni tipo di pane, pasta, dolci, pizze, alcuni salumi, capsule per farmaci, ecc. (con questa farina si prepara circa il 90% della pasta venduta in Italia!). 

Quello che pochi sanno è che, il grano Creso, è responsabile dell'enorme aumento della celiachia, per l'alterazione del pH digestivo e la perdita di flora batterica autoctona, che determinano anomale reazioni anche per l'aumento di glutine che quel tipo di grano mutato geneticamente ha apportato all'alimentazione umana.

(Fonte: www.laleva.org/it)




Recentemente, dai risultati emersi in alcuni studi, sembrerebbe che l’allergia al grano non dipenda dal grano stesso ma dal modo in cui esso viene coltivato. Non sembra una coincidenza, infatti, che uno dei maggiori pesticidi utilizzati nelle coltivazioni di questo importante cereale sia proprio il Roundup, erbicida prodotto dal colosso Monsanto, un prodotto da anni sotto accusa in quanto ricco di glifosato.

Il Roundup non solo uccide tutte le "erbacce", ma si fissa sul terreno in cui viene utilizzato rendendolo sterile. Intanto i livelli di contaminazione di glifosato sono in continuo aumento. Le erbe
infestanti sono diventate più resistenti agli erbicidi, rendendo necessario un loro utilizzo più massiccio, con conseguente accumulo di sostanze tossiche nelle piante; inoltre gli agricoltori si sono resi conto che spruzzando Roundup sulle coltivazioni di grano aumenta la produzione. Il risultato è che questo erbicida viene utilizzato molto più frequentemente e liberamente e gli Americani consumano tracce della sostanza chimica ogni volta che mangiano prodotti a base di grano.


Nel 2013, uno studio pubblicato su Interdisciplinary Toxicology ha evidenziato una relazione diretta tra l’aumento della presenza di glifosato nel grano e l’aumento della celiachia, con un andamento
quasi identico. 
Sempre attraverso tale studio si è evidenziato come l’effetto più dannoso sia proprio a carico dell’apparato digerente: il glifosato va a colpire i batteri “buoni” del nostro organismo, ovvero quelli utili per la produzione di amminoacidi essenziali per la digestione.

Il glifosato, insomma, è molto più tossico di quanto si pensasse originariamente e se, da una parte, le sperimentazioni del colosso biotech continuano indisturbate (per esempio a Molokai sta
sperimentando nuove qualità di grano in grado di resistere maggiormente ai pesticidi), dall’altra fortunatamente, alcuni Paesi stanno intervenendo per porre freno alla potente multinazionale:
l’Olanda ha detto ’No alla Monsanto’. Il parlamento olandese, infatti, ha recentemente deciso di vietare la vendita di erbicidi a base di glifosato ai privati, a partire dal 2015.
(Fonte: paolodarpini.blogspot.it)

Febbraio 2016: Quattro navi cariche di grano sono arrivate nel porto di Bari nel giro di 7 giorni. Troppe per Coldiretti Puglia che lancia l'allarme:  "Dipendenti dall'estero. Manca la tracciabilità".


In Italia un pacco di pasta su tre è prodotto con grano straniero



E' prodotto con grano straniero un pacco di pasta su tre, così come il 50 per cento del pane in vendita in Italia, ma i consumatori non lo possono sapere perché non è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti presentata in occasione della mobilitazione al porto di Bari con gli agricoltori all'arrembaggio delle navi che scaricano mais, soia e grano provenienti dall'estero per difendere il made in Italy alimentare.


Ne consegue che due prodotti simbolo del made in Italy, come il pane e la pasta, in realtà di italiano hanno poco o niente, tutto a causa della speculazione economica e della massimizzazione dei profitti a danno della salute;