
La scelta di Paola Cirio:
"Devo essere io a scegliere, non la malattia.
Andrò a morire in Svizzera"
Sa che la malattia le toglierà il controllo del proprio corpo, ma non la lucidità di poter scegliere il proprio destino. E non aspetterà che sia troppo tardi: abbandonerà l'Italia e approderà in Svizzera dove la attende "la dolce morte", come lei stessa la definisce.
Mandano un’ambulanza a prelevarti e quando arrivi in Svizzera ti fanno parlare con degli psicologi. Cercano di convincerti a non farlo. Se tu insisti loro ti assecondano. Ma io conosco un solo caso in cui qualcuno si è tirato indietro. Ora ho una casa di 70 metri. Ma la preferisco a quella da 700 di uno come Bertone che si permette di dire agli altri che cosa è giusto.
La discussione, storica e controversa, sull'eutanasia arriverà a marzo in Parlamento. Sono stati i radicali a imporre il dibattito, la disobbedienza di Marco Capato, Mina Welby e Sos Eutanasia. Paola dice la sua:
In questo Paese sui diritti civili siamo alla preistoria.
La politica è patetica. Io ho deciso di raccontare il mio percorso perché penso non sia giusto che solo chi ha un po’ di soldi da parte possa decidere di crepare con dignità.
Oggi ripensa alla sua vita, vissuta al massimo, ed è convinta più che mai:
Ho molto viaggiato e ho molto visto, dal Laos al Mar Rosso e se ho scelto di andarmene stabilendo io come non è perché ho smesso di amare la terra, è perché voglio impedirmi di odiarla. Il dolore destinato è una punizione ingiusta, perché la dovrei accettare?
Fonte: http://www.huffingtonpost.it/2016/02/18/scelta-paola-eutanasia-svizzera_n_9260674.html?ncid=fcbklnkithpmg00000001
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