
Abbiamo ucciso, stuprato, torturato, umiliato e oppresso.
Nel corso della storia, abbiamo agito peggio delle bestie in numerose occasioni.
In qualità di uomini, abbiamo deciso di ricordare; di non dimenticare il male che siamo in grado di farci l’un l’altro, lo stesso dolore che oggi più che mai infliggiamo ai nostri fratelli.
A Battery Park, sulla punta meridionale di Manhattan, troverete il Memoriale dell’Olocausto..
Perché decidiamo di ricordare solo certi aspetti del terrore?
Interi capitoli di storia vengono silenziosamente ritoccati, rivisitati o semplicemente dimenticati a seconda delle necessità del momento.
La collezione prevede colorati capi d’abbigliamento, collanine, pipe da fumo e un’imponente collezione fotografica testimoniante l’unione tra la cultura pellerossa e quella americana: indiani che servono nell’esercito degli Stati Uniti dalla seconda guerra mondiale al Vietnam, indiani che tornano a casa in una bara con la bandiera a stelle e strisce; indiani che giocano a baseball, indiani che si esibiscono in danze rituali.
Camminando tra i corridoi del museo, che occupa il primo piano del gigantesco palazzo della dogana di inizio secolo, non ci si può che sentire un po’ presi in giro.
L’incontro tra l’uomo bianco e i nativi americani, dalla Patagonia all’Alaska, è risultato in un numero tra i 50 e 100 milioni di morti. Si parla di una decina di Shoah una dietro l’altra. Molti di loro sono morti a causa delle malattie trasmesse dai primi europei sbarcati nel nuovo mondo, e questi sono probabilmente i più fortunati. Non hanno dovuto assistere alla distruzione del proprio popolo e della propria cultura, subendo morti truculente combattendo contro un nemico invincibile.
È un po’ come se ci si imbattesse in silenziose statue di Heinrich Himmler e Adolf Hitler.
La storia viene completamente ribaltata quando si parla del generale George Armstrong Custer e del “massacro di Little Bighorn”. Custer è riconosciuto da molti storici come la quintessenza del gangster americano; stupratore incallito, era solitamente accompagnato da un gruppo di squaw indiane, catturate in violente scorribande, per riscaldarsi la notte. George Armstrong Custer è passato alla storia come un valoroso guerriero, morto dopo una coraggiosa battaglia contro una tribù di Sioux selvaggi a Little Bighorn.È un po’ come se oggi, visitando il luogo della rivolta del ghetto di Varsavia, ci si imbattesse nelle lapidi che ricordano il valore delle SS.
Tra le colorate collane e mocassini Lakota in mostra al museo fanno capolino timide scritte sul muro, citazioni dei pellerossa appartenenti alle varie tribù (o nazioni) trattate. L’incontro con l’uomo bianco e il conseguente sterminio è presentato come un evento naturale: «il mio popolo si è sciolto come la neve al sole…», «è arrivata su di noi una tempesta!» e via dicendo.
È difficile non accorgersi di quanto la storia sia stata adattata all’esigenza del governo americano, uno dei primi che ha avuto successo nel distruggere completamente un intero popolo per poi presentare l’intera faccenda come un qualcosa accaduto in tempi immemori. È rimpiazzare la “storia scomoda” con la “storia utile”, non c’è memoria laddove non serve.Non c’è un angolo del museo che parli di sterminio, di umiliazione e di distruzione culturale.
Non viene trattato l’annientamento dei metodi di sussistenza dei pellerossa e la loro conseguente schiavitù verso l’uomo bianco e i suoi strani modi di vivere. Sono stati uccisi un numero tra i 30 e i 60 milioni di bisonti delle pianure solo in Nord America, una delle fonti principali di cibo e vestiario per le tribù indiane. Questo ha causato il totale soggiogamento dei pochi nativi scampati allo sterminio. Niente di tutto questo viene discusso al museo dei nativi americani di New York.Oggi più che mai siamo in grado di condurre guerre d’invasione e di oppressione, siamo in grado di sottrarre la terra degli altri proprio perché sono “gli altri”.
Nel 2016 trattiamo la storia come uno strumento per pulire la nostra coscienza, più sporca che mai. Se ancora oggi siamo in grado di perpetrare certi crimini contro noi stessi e contro il nostro pianeta, forse il “giorno della memoria che si vuole ricordare”, ovvero la memoria istituzionalizzata, non è stato sufficiente.
Fonte: http://www.nanopress.it/mondo/2015/01/27/sterminio-degli-indiani-damerica-la-shoah-negata/49989/
L'AMERICA CHE SI FA PALADINA DELLA LIBERTA',E' STATA COLPEVOLE PER AVER FATTO SPARIRE DALLA FACCIA DELLA TERRA QUESTO POPOLO, I NATIVI D'AMERICA,UN GENOCIDIO IMMENSAMENTE PIU GRANDE DELL'OLOCAUSTO, L’incontro tra l’uomo bianco e i nativi americani, dalla Patagonia all’Alaska, è risultato in un numero tra i 50 e 100 milioni di morti. Si parla di una decina di Shoah una dietro l’altra.
RispondiEliminaMA UN GIORNO L'AMERICA PAGHERA' QUESTO GENOCIDIO AI DANNI DEI NATIVI......
Bla, bla, bla, bla, bla, bla... MA FATELA FINITA CON TUTTO 'STO VITTIMISMO!!! NON C'E' MAI STATO NESSUN GENOCIDIO DI PELLEROSSA PROGETTATO DA PARTE DEI BIANCHI, COSI' COME NON E' MAI ERSISTITA NESSUNA SHOAH (solito sporco complotto giudaico-sionista).
RispondiEliminaE ancora una cosa, non è che i musi rossi fossero tanto meglio dei visipallidi in quanto a massacri, visto che alcune tribù praticavano pure il cannibalismo (sconosciuto da noi europei sin dall'alba dei tempi).
"Custer è riconosciuto da molti storici come la quintessenza del gangster americano; stupratore incallito, era solitamente accompagnato da un gruppo di squaw indiane, catturate in violente scorribande, per riscaldarsi la notte."
Seeee, come no, le povere piccole Giglio Tigrato spaurite e spaventate vittima dell'uomo nero... la verità (anche se non lo volete ammettere) e che molte delle squaw che Custer "stuprava" erano consenzienti, visto che in lui vedevano un uomo forte e vincitore (e per di più biondo e di pelle bianca), in oltre va rimarcata la più disinibita attività sessuale nelle discinte femmine rosse che non erano affatto dispiaciute nel concedersi a forti e viriliuomini bianchi.
"È un po’ come se oggi, visitando il luogo della rivolta del ghetto di Varsavia, ci si imbattesse nelle lapidi che ricordano il valore delle SS."
Il che sarebbe da fare, quelkli SI che erano i VERI EROI, altro che i fottuti "alleati"!!! Hanno fermato orde di giudei stupratori, assassini e sbavanti!
"siamo noi. Sono foto di bianchi, di europei"
I fottuti giudei non sono ne europei ne tantomeno bianchi, ma sono dei fottuti semiti/levantini provenienti dal medio-oriente e che vogliono distruggerci... Informatevi meglio, coglioni!!!
ma chi è costui ? povero diavolo....il coglione sei te, e prega il tuo dio che abbia pietà di una mente contorta e pacata come la tua...vergognati se ne sarai capace...
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