Oriente e Occidente
girando in lungo e in largo per il mondo, ho potuto notare la grande spaccatura che i terrestri hanno creato a loro stessi, in pratica hanno diviso il pianeta in due come si fa con una mela.
Una metà del pianeta l'hanno chiamata Occidente e l'altra metà l'hanno chiamata Oriente. L'occidente è il lato su cui sono nato io e dove attualmente vivo. La tecnologia negli ultimi cento anni in occidente ha compiuto passi da gigante.
Di fatto succede che questi ultimi fanno aumentare le ricchezze ai ricchi e riducono alla fame i poveri.
Già immagino le vostre facce leggendo questa lettera, immagino con simpatia le vostre risate pensando che nella nostra galassia esista ancora un pianeta così primitivo, dove i suoi abitanti sono ancora divisi tra ricchi e poveri, ma ho anche delle buone notizie, alcuni di loro, pochi per ora, si stanno risvegliando comprendendo la loro vera origine divina.
Certo è che ci vorrà ancora molto tempo, ma sono sicuro che in futuro anche i terrestri diventeranno una civiltà intergalattica, evoluta e pacifica proprio come la nostra, ma per giungere a quest’unione, i terrestri dovrebbero unire le due parti di mela che hanno in precedenza tagliato e ricucirle assieme.
L'oriente e l'occidente devono trovarsi
a metà strada e fondersi in un’unica cosa, perché solo dalla loro unione dipenderà l'evoluzione della loro razza.
Per quel che ho potuto vedere io, qui in occidente è stata sviluppata moltissimo la scienza e tutto ciò che riguarda la materia, ma nel frattempo è stata completamente abbandonata la spiritualità e senza spiritualità, come sapete bene, le persone non possono conoscersi a fondo e rompere il velo d’ignoranza in cui sono immerse.
In occidente invece la troppa ricchezza ha reso i cuori delle persone aridi come deserti, la solidarietà è stata seppellita sotto un mare d'individualità e di egoismo.
In oriente invece, i bambini più fortunati crescono conoscendo solo il lavoro. Dieci, a volte dodici ore di lavoro al giorno, senza mai alzare mai la testa.
Costruiscono le scarpe di marca per i loro contemporanei occidentali, cuciono loro i palloni di cuoio con cui giocheranno a calcio, tessono vestiti per le ragazzine viziate e lavorano nelle miniere per arricchire i capitalisti bianchi.
Tutto questo solo per sopravvivere nel loro pianeta, per poter mettere a fine giornata qualcosa nello stomaco che gli dia la forza di affrontare la giornata successiva.
Per loro non esiste alcun diritto, ma solo ricatti.
Miei amati compagni lontani, fa male vedere tanta sofferenza e sentirmi allo stesso tempo tanto impotente.
Come posso cambiare le cose?
Io stesso ho acquistato quei vestiti, io stesso ho indossato quelle scarpe e usufruito di tutto ciò che viene da loro prodotto.
Posso solo promettere di stare attento a ciò che acquisterò in futuro, chiedendomi quanta sofferenza sia nascosta dentro al prossimo maglione scontato che mi invoglierà sugli scaffali.
D'ora in poi m’impegnerò a smettere di sbagliare."
Vi saluto con tanto affetto.
Daniele Reale

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