Nel 1995 la Comune Libertaria di Urupia, dopo esser nata come progetto utopico agli inizi degli anni ’90 nei pensieri di un gruppo di libertari salentini e di altri compagni di origine tedesca, divenne finalmente realtà concreta grazie all’acquisto di alcuni fabbricati abbandonati e di 24 ettari di terreno nella zona rurale e di campagna di Francavilla Fontana, in Salento.
Il progetto della comune iniziò come un esperimento quotidiano di autonomia e autogestione, volto a rappresentare la concretizzazione di una vera e propria utopia libertaria che tendeva al raggiungimento di libertà politica, solidarietà sociale e comunitaria e autosufficienza economica.
I principi dominanti alla base della Comune di Urupia sono prima di tutto l’assenza di proprietà privata con la conseguente proprietà collettiva di mezzi e dei beni e il raggiungimento dell’unanimità e del consenso come unico metodo legittimo usato nel processo decisionale.
Alla base dei principi fondamentali
della comune troviamo la convinzione
che l’uguaglianza politica è raggiungibile solamente attraverso l’uguaglianza economica.
All’interno della Comune di Urupia l’individuo è dotato di piena libertà e di assoluta autonomia e perciò può liberamente autodeterminarsi in un contesto di diffusa autogestione di sè stessi e della comunità.

Ad evidenziare in maniera ancor più marcata il rifiuto di qualsiasi forma di gerarchia (anche quella basata sul genere sessuale) gli abitanti della comune hanno deciso di chiamarsi con il termine femminile “Comunarde”. Questo termine sottolinea l’assoluta uguaglianza tra i sessi ed il rigetto nei confronti del patriarcato e del maschilismo imperanti all’interno della società dominante.
Come già detto, la Comune di Urupia è tutt’ora all’alba degli 11 anni di esistenza un laboratorio ed un esperimento ed infatti gli stessi abitanti scrivono:
“viviamo invece quotidianamente la consapevolezza
della difficoltà di un percorso di vera autogestione:
i continui conflitti traprivato e collettivo,
il costante riemergere di comodi meccanismi di delega
e di ambigue gerarchie informali,
la difficoltà del raggiungimento di una vera uguaglianza
tra i sessi e di un rapporto di serena,
efficace collaborazione tra uomini e donne,
la risucchiante prepotenza delle peggiori leggi dell’economia, sono tutte contraddizioni che stanno
lì ad indicarci quanta strada abbiamo ancora da fare,
e quanto difficile sia questo percorso.
Contraddizioni alle quali, tuttavia,
non abiamo alcuna intenzione di sottrarci…”

Perchè le Comunarde di Urupia credono nella sperimentazione di un “mondo migliore, più libero e giusto, nel quale sarebbe anche ora che cominciassimo a vivere, noi che ci avveleniamo il sangue per questo schifo di mondo che invece dobbiamo sopportare.”
Fonte: http://anarcoantropologo.altervista.org/coltivare-lautogestione-lutopia-libertaria-la-comune-urupia/
Salve, l'articolo è perfetto e molto interessante, ma Urupia ha già più di 21 anni, non è "all’alba degli 11 anni di esistenza".
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