domenica 5 febbraio 2017

I Giovani senza Idee sono giovani morti



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Guardo il mondo e rifletto, non posso farne a meno, l'ho sempre fatto e sempre lo farò. Guardo il mondo oggi e mi chiedo dove stanno i sogni, le idee, gli ideali, i progetti, l'entusiasmo e la voglia di vivere.

Guardo i giovani oggi e li vedo assenti, ne tristi ne felici, ma in quella via di mezzo tipica dell'apatia generale, sembrano rassegnati o forse non lo sono, o forse sono semplicemente così, privi di idee e di sogni da realizzare se non i soliti capricci materiali che si possono ottenere con il denaro.

La mente torna inevitabilmente alla mia gioventù, fatta di compagnie in motorino, di lunghe ore passate a chiacchierare su una panchina, del gelato tutti assieme, dei bagni al fiume d'estate, delle feste attorno al fuoco, delle ubriacate di gruppo dove o si piangeva o si limonava, delle divertenti feste in casera dove si rimorchiava facile, infine delle semplici serate tra amici e amiche dove si rimaneva abbracciati quando si era single.


C'era affetto allora nell'aria, e voglia di vivere.



Risultati immagini per vita modernaOggi guardo i giovani e provo dolore per loro, li vedo finti, tesi, insicuri, con il telefono perennemente in mano, li vedo senza idee, senza entusiasmo, senza sogni.

I giovani d'oggi ignorano la natura, le notti passate sotto un cielo stellato con addosso solo una coperta, i giovani d'oggi non accendono più falò sulla spiaggia, non suonano la chitarra, al massimo cliccano una traccia sul loro Iphone, e tutto è sempre più deserto.



Ma infondo perché mi preoccupo 
io per loro che ormai sono grande? 


Perché so che quello che stanno attraversando è il periodo più felice e spensierato della vita e quegli anni dovrebbero essere vissuti non giorno per giorno, ma ora dopo ora. Le ore passate a dormire dovrebbero essere poche, in casa si dovrebbe rientrare solo per mangiare e per fare i compiti.

Cazzo, avete una vita intera da passare dentro una fabbrica o ad un ufficio! 

Godetevi il Sole ora, mandate a fanculo i locali snob che vi chiedono 5 euro per un drink con più ghiaccio che alcool!


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La vita moderna fa schifo, è un'immensa truffa, vi fanno pagare cose che sono già vostre, ora si sono inventati pure il cambio targa sul cinquantino! 100 euro alla volta che vi rubano ogni volta decidete di cambiare motorino. Ladri!!!

Come sono ladri quelli che privatizzano le spiagge e vi fanno pagare i servizi igenici, ladri quelli che ci costringono a vivere ammucchiati nelle città e poi mettono i parcheggi a pagamento, ladri gli stronzi che in discoteca fanno pagare 2 euro un bicchiere d'acqua, ladri quelli che ogni anno cambiano i titoli ai libri scolastici per non farvi comperare quelli usati, ma perché non reagite a tutto questo?




Come potete sopportare di vivere in un mondo dove ognuno è l'aguzzino del proprio vicino?



Uscite di casa, assorbite la luce del Sole, rispettate la Natura e onoratela, andate nei boschi e divertitevi, fate li le vostre feste, avete bisogno di davvero pochissimo per divertirvi.


Immagine correlataPortatevi una coperta, un sacco a pelo, qualche provvista e chiacchierate del più e del meno, guardate il tramonto, accendete un fuoco e iniziate a ballarvi intorno, sentitevi uniti al Creato, fate l'Amore e infine dormite.

Date un taglio alla monotonia, ai locali alla moda, all'apparire, alla volgarità moderna, al sesso come strumento per sentirsi grandi.

Date un taglio alla noia, alla comodità, alla routine e anche alle buone maniere.

Esprimetevi! Confrontatevi, organizzate eventi, date colore a questo mondo buio, anche se tutto questo durerà solo un giorno, vorrà dire che avrete un giorno colorato da ricordare tra altri mille bui e insignificanti.



I Giovani senza Idee sono giovani morti.



Daniele Reale


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sabato 4 febbraio 2017

INCUBO A STELLE E STRISCE: Armi a microonde contro i Nativi Americani





U.S.A: Non si tratta più di una semplice battaglia in difesa della propria terra dal mostro-oleodotto voluto dal governo, ma di una battaglia epocale tra forze del Bene e forze del Male.



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Gli Indiani sono stati traditi anche questa volta dalle parole uscite dalle bocche biforcute dell'uomo bianco, che a Dicembre 2016 aveva sospeso i lavori all'oleodotto di Standing-Rock, dopo che duemila veterani di guerra, ex Marines degli Stati Uniti, avevano deciso di unirsi ai loro fratelli Indiani per difenderli dalla brutalità della polizia, che in più di un occasione aveva dimostrato tolleranza zero e scarsa sensibilità, arrivando addirittura a spruzzare addosso agli indiani in protesta acqua gelata con gli idranti, quando la temperatura esterna era molto vicina allo zero.

Sceso Obama dal trono, oggi è salito Trump e le promesse del governo fatte agli indiani sono state ancora una volta infrante, come tradizione vuole da quel maledetto 1492, anno dell'inizio della colonizzazione delle Americhe e dello sterminio nativo.

Ma gli Indiani non mollano, e nonostante secoli di persecuzioni e violenze, oggi sono ancora la, a lottare in prima linea non solo per i loro diritti, ma per Madre Terra.

Signori questa non è una semplice battaglia, ma una guerra spirituale tra due forze opposte, l'eterna dualità bene e male torna a scontarsi tra chi vuole vivere in pace e armonia, onorando e rispettando la Terra e chi vuole l'opposto, sfruttando fino all'ultima risorsa il suolo che calpesta senza rispetto.

Il 3 Febbraio 2017 sono stati arrestati ben 70 Nativi americani e portati in prigione.


Toccanti sono le parole poetiche di un Nativo:



Resistere, resistere!
Tu sei la resistenza.
Noi siamo la resistenza.
Ci sono i nostri antenati qui sepolti sotto i nostri piedi.
Siamo in prima linea per difendere Madre Terra.
Ciò che accade ora determinerà il futuro del pianeta.

Mini wiconi





La pagina facebook  Standing Rock Rising  denuncia quanto sta accadendo in queste ore:



"Dicono di proteggere e servire la società, 
ma quello che fanno è controllare la società.

Le forze dell'ordine usano tattiche di guerriglia 
contro manifestanti pacifici e disarmati, 
che sono qui per proteggere l'acqua che è sacra."



Loro usano contro di noi:

- granate assordanti

- proiettili di gomma

- fucili a pallini

- gas lacrimogeno

-  spray al peperoncino

- cannoni d'acqua

- I TASER elettrici

- ci spiano attraverso la sorveglianza elettronica

- usano la brutalità come linguaggio

-  svolgono operazioni psicologiche

- infiltrano agenti agitatori sotto copertura per giustificare le loro cariche


- eseguono arresti sulla base di false prove e molto altro...





Armi a microonde contro i Nativi:



Quelli strani apparecchi fissati sopra i tetti delle loro jeep, sono armi elettromagnetiche in grado di generare forte dolore in chi viene investito dal suo fascio laser che ha un raggio d'azione di ben 1000 metri. Queste armi sembrano uscite da un film di fantascienza, ma non lo sono e la cosa più inquietante è che vennero progettate giù 15 anni fa, proprio per usarle contro le rivolte popolari, sia nelle piazze che fuori, come afferma un documento della Rai di qualche anno fa:





Nella parte 3 del documentario si parla proprio del RAGGIO DEL DOLORE, concepito appunto per essere utilizzato in case di rivolte popolari (minuto 2.30):







Un indiano nel suo profilo scrive:



Ogni giorno è un buon giorno 
per prendere posizione in difesa di Madre Terra!




Infine eccovi alcune foto di ciò che sta accadendo in questo periodo in America:




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L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto



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L'immagine può contenere: cielo e spazio all'aperto



L'immagine può contenere: una o più persone, cielo e spazio all'aperto



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Ma non è finita qui, alla battaglia si uniranno presto nuovi ex veterani di guerra in difesa dei compagni indiani.




https://news.vice.com/story/cops-raid-rogue-standing-rock-camp-and-arrest-76


http://www.cnbc.com/2017/02/01/standing-rock-dakota-access-battle-brews-as-us-veterans-sioux-dig-in.html


http://www.giornalettismo.com/archives/211951/la-nuova-arma-segreta-dellesercito-usa/

venerdì 3 febbraio 2017

TERREMOTO: La desertificazione della zona montana come stretegia politica.



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Di Luca Craia:

Sembra ci sia un disegno preciso dietro la strategia adottata dal Governo (non distinguo tra quello di Renzi e quello di Gentiloni in quanto credo non ci sia nulla da distinguere) per gestire il post-terremoto nell’area montana. 


Può sembrare approssimazione, inettitudine ma, a guardar bene, forse c’è dell’altro. Le aree montane sono costose per lo Stato, molto. Un’area montana scarsamente popolata costa decisamente meno di una popolata densamente. Poi c’è la questione del Parco, i cui amministratori hanno sempre visto con poca indulgenza la presenza di insediamenti produttivi all’interno del territorio controllato dall’Ente. 


Infine ci sono i costi di ricostruzione, per i quali la matematica è semplice:



 meno gente che torna, 
meno case da ricostruire.


Ecco allora la strategia: portare la popolazione lontano e ritardare il più possibile ogni intervento diretto al ritorno della normalità. Le aziende non vengono aiutate a ripartire, non vengono allestiti siti alternativi per i servizi pubblici come scuole e ospedali, non si dà modo alla popolazione di rimanere, seppure in moduli abitativi provvisori.


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Tutto questo tiene lontana dal luogo colpito dal sisma la gran parte della popolazione attiva, creando un danno enorme al tessuto sociale, danno che, più si va avanti nel tempo, più diventa insanabile. 

È difficile pensare a un ritorno alla situazione precedente al terremoto per tanti piccoli centri, come Castelluccio o Ussita. Qualche probabilità in più ce l’hanno i Comuni che possiedono aziende manifatturiere, sempre che queste riescano a riprendere la produzione in loco. Pare comunque molto probabile che non si tornerà mai più alla situazione originale.

Nel frattempo assistiamo all’immobilismo quasi totale, o a interventi inutili e poco razionali. 

L’uso della forza lavoro pubblica per realizzare strutture che potrebbero benissimo essere messe in opera da aziende private locali è illogico. Dare incarico alle imprese locali farebbe ottenere il duplice vantaggio di liberare le forze pubbliche impiegandole in lavori più consoni, come l’urgente riapertura delle strade, in gran parte ancora impercorribili, e di dare spinta all’economia congelata dal terremoto. Sarebbe poi indispensabile la rapida riapertura dei centri di servizio, come le scuole e gli ospedali. E poi le unità produttive vanno fatte ripartire subito.


Risultati immagini per TERREMOTO ABRUZZOLa favola degli imprenditori mecenati che vanno ad aprire aziende ex novo nelle zone terremotate è poco credibile. Aprire un’azienda in un periodo di crisi internazionale non ha senso, a meno che non si trasferisca un’unità produttiva da un luogo all’altro. Solo che, in questo modo, si tapperebbe una falla creandone una nuova, occupando mano d’opera in un luogo e disoccupandone altra nel luogo di origine. Assurdo. Diverso il caso di Diego Della Valle, il cui marchio è in controtendenza rispetto al mercato. Ma anche qui c’è un ragionamento incongruo: per aprire un laboratorio calzaturiero con manodopera non del settore serve tempo. E questo tempo non c’è.

Da qui tutta la mia preoccupazione per il futuro delle zone colpite dal sisma. La politica che si sta attuando e la solita politica dei proclami, delle telecamere e dei riflettori. È vero che non ci sono le mostruose “new town” di Berlusconi ma è anche vero che, in sostanza, c’è l’immobilismo più completo. E i riflettori, quelli veri, quelli che tengono accesa l’attenzione dell’opinione pubblica, si stanno gradualmente spegnendo. Il rischio è che cali presto l’oblio e che i problemi non vengano più risolti, creando un’enorme zona deserta nel cuore del centro Italia.

Luca Craia


Fonte: http://laperonza.blogspot.it/2016/12/terremoto-la-desertificazione-della.html?m=1